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Mangiare insetti al ristorante? In Belgio e in Olanda si può. Il parere dell’Agenzia per la sicurezza alimentare sui rischi microbici, chimici e fisici

L’Agenzia belga per la sicurezza della catena alimentare ha pubblicato un parere sui rischi microbici, chimici (compresi quelli allergenici) e fisici collegati al consumo di insetti allevati. Il parere si riferisce a una lista di dieci specie, il cui consumo alimentare è tollerato in Belgio.

Si tratta di: grillo domestico (Acheta domesticus), grillo Gryllodes sigillatus, tarma minore della cera (Achroia grisella), tarma maggiore della cera (Galleria mellonella), tenebrione (Alphitobius diaperinus), baco da seta (Bombyx mori), locusta migratoria, locusta del deserto americano (Schistocerca americana), tarma della farina (Tenebrio molitor), verme gigante della farina (Zophobas atratus). Il Belgio autorizza il  commercio di questi insetti, ma non l’uso di ingredienti isolati o di estratti di insetti, come le proteine.

L’Agenzia belga osserva che in letteratura ci sono poche informazioni sui rischi legati al consumo, tuttavia sembra molto improbabile che gli insetti allevati in situazioni igieniche controllate, possano infettarsi con agenti patogeni virali o parassiti dell’ambiente agricolo. Non potendo però escludere che batteri e spore patogene  presenti nell’ambiente siano in grado di contaminare gli insetti e di conseguenza i consumatori, l’Agenzia belga consiglia di  cuocerli prima della vendita o del consumazione. Per quanto riguarda i rischi chimici dovuti alla composizione o alle eventuale secrezioni difensive degli insetti, queste dovrebbero essere valutate caso per caso. Nello specifico sui dieci specie autorizzate in Belgio, l’Agenzia afferma che non vi è alcuna indicazione sulla possibilità di  secernere  tossine nella fase del consumo. Infine, per quanto riguarda i rischi di reazioni allergiche l’Agenzia  afferma che sono possibili. Oltre al Belgio anche l’Olanda consente la commercializzazione di alcune specie ad uso alimentare. Il Lussemburgo, invece, ha deciso di vietarli, dando un’interpretazione restrittiva del regolamento europeo del 1997 sui nuovi alimenti. Su richiesta della Commissione Ue, entro luglio è atteso il parere dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sui potenziali rischi microbiologici, chimici e ambientali della produzione e del consumo . Nel corso del 2015 è previsto anche un nuovo regolamento europeo in materia.

Beniamino Bonardi – Il Fatto alimentare – 24 marzo 2015 

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