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Manovra. Fnomceo: infondato parlare di abolizione Ordini

“L’abolizione degli Ordini dei medici non è assolutamente a tema in questa Finanziaria: noi non applichiamo alcuna restrizione numerica o territoriale”.

Così Amedeo Bianco, presidente Fnomceo, risponde a chi interpreta gli articoli del capo 14 della bozza di manovra come il primo passo verso l’abolizione di alcuni Ordini professionali, compreso quello dei medici. Bianco ricorda come, al contrario, sia all’esame del Parlamento proprio un ddl, “approvato dal Governo”, che stabilisce l’Istituzione di Ordini e Albi delle professioni sanitarie.

La manovra parla di “restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle professioni” e l’Ordine dei Medici “non ha alcuna funzione restrittiva all’accesso alla professione, ma solo una funzione di controllo dei requisiti professionali previsti dall’ordinamento dei medici e degli odontoiatri e dell’aggiornamento degli stessi, a tutela della salute e del benessere dei cittadini”. Ad affermarlo è il presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco, interpretando il capo 14 della bozza della manovra e replicando così a chi intravede nel testo del Governo un primo passo verso l’abolizione deli Ordini professionali.

Secondo Bianco, dunque, “le preoccupazioni serpeggiate in queste ore non sembrano plausibili, anche perché crediamo che nessun Paese avanzato voglia immaginare il proprio futuro senza un chiaro riferimento normativo ai profili professionali che servono per garantire le basi stesse del vivere civile, della salute e del benessere della popolazione”. “In ogni caso – conclude il presidente della Federazione degli Ordini – vigileremo con attenzione sul percorso che farà in questi giorni la Finanziaria, assicurando a tutti, cittadini e medici, che le nostre energie sono rivolte continuamente alla nostra funzione primaria, che voglio ricordare non è quella delle difesa più o meno anacronistica di una corporazione, bensì quella della tutela dei diritti del cittadino: il diritto alla salute, il diritto ad essere curati da professionisti accreditati, la garanzia di comportamenti professionali improntati alla più profonda eticità”, conclude Bianco ricordando che “contemporaneamente seguiamo da vicino l’iter che sta compiendo il Ddl 1142, che riguarda Istituzione di Ordini e Albi delle professioni sanitarie, un disegno approvato dall’attuale Governo, che sancirà non tanto l’abolizione, quanto il rinnovamento e la profonda attualizzazione degli ordini”.

Quotidianosanita.it – 29 giugno 2011

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