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Manovra. Meno tagli ai bilanci regionali. Ma il conto lo paga la sanità: – 1,9 miliardi al fondo 2015. Coletto: insostenibile

chiamparino1-kOhE--258x258Sanita2Un taglio fino a 1,8-1,9 mld al Fondi sanitario il prossimo anno. Addolcito almeno in parte per le regioni dalle concessioni sul cosiddetto «Patto verticale incentivato» (1-1,5 mld), dall’una tantum per gli oneri sui mutui (circa 100 mln) e dal parziale recupero del gettito Iva. Governo e regioni tentano un accordo in extremis sulla legge di stabilità per il 2015 e ieri, in un incontro al ministero per gli Affari regionali col ministro Lanzetta e i sottosegretari Baretta e Bressa, Chiamparino (Piemonte) e Caldoro (Campania) hanno iniziato una trattativa destinata però ad andare ancora avanti. «Sono stati fatti passi avanti», i primi cauti commenti. Ancheseil taglio da 4 mld previsto dalla manovra a carico delle regioni resta interamente sul tavolo. La scure sulla sanità in sostanza azzererà quasi interamente l’aumento (2,2 mld) previsto dal «Patto per la salute» e confermato dalla manovra. Se ne parlerà oggi in conferenza delle Regioni. Ma la trattativa va chiusa entro il 10 dicembre.

Senza dire che per le regioni le grane saranno altre ancora: il trascinamento sul 2015 dei tagli da 1,65 mld e almeno altri 450 mln per partite fiscali precedenti.

Ma il Governo sta lavorando anche agli altri ritocchi che saranno apportati alla “stabilità” a Palazzo Madama: dalla tassazione sui rendimenti dei fondi pensione, ai “minimi” per i professionisti e al canone Rai. Su quest’ultimo versante la situazione è interlocutoria. Se ne è discusso ieri al Ministero dell’Economia in alcune riunioni tecniche. L’orientamento è quello di prevedere una riforma del canone – i cui contenuti sono ancora in discussione – da approvare entro un tempo determinato, nei primi mesi del 2015, in modo da diventare effettiva dal primo gennaio 2016. Il termine potrebbe essere indicato in un emendamento alla legge di stabilità. In questo caso, nel 2015 si pagherà per l’ultima volta con il bollettino postale, la stessa cifra del 2014 e del 2013, vale a dire 113,50 euro. Resta, per ora, il prelievo del 5% sul canone 2015 che, a rigor di logica, potrebbe anche slittare al 2016. Il capitolo dell’Imu sui terreni agricoli sarà probabilmente affrontato con un decreto “a perdere” da varare prima del 16 dicembre (data di scadenza del pagamento dell’imposta) per poi trasformarlo in un emendamento alla “stabilità”. La partita sulle modifiche alla stabilità entrerà nel vivo in commissione Bilancio al Senato soltanto la prossima settimana. Solo oggi sarà ufficialmente avviata la sessione di bilancio al Senato. E il termine degli emendamenti in commissione, che non è stato ancora indicato, dovrebbe essere fissato fra martedì e mercoledì mentre le votazioni dovrebbero cominciare giovedì 11 dicembre. Il testo dovrebbe arrivare il 16 in aula, dove il via libera è prevedibile al più tardi il 19-20 dicembre mentre l’ok finale della Camera è atteso prima di Natale.

STABILITÀ. PASSA LA LINEA CHIAMPARINO

Incontro ieri sera tra il ministro Lanzetta e le Regioni. Sembra vicino l’accordo per ridurre la spending review regionale. La soluzione è quella anticipata da Chiamparino nella nostra intervista di qualche giorno fa: abbassare il Fsn, rinunciando di fatto a una buona parte degli aumenti del Patto per la Salute. Se ne parlerà oggi in conferenza delle Regioni. Ma la trattativa va chiusa entro il 10 dicembre.

Il presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino ce lo aveva anticipato nella sua intervista al nostro giornale lo scorso 1 dicembre: “Le nostre proposte (sulla legge di stabilià) si basano su due assi fondamentali: da un parte rivedere insieme al governo gli aumenti previsti per il Fondo Sanitario Nazionale e promuovere il cosiddetto Patto Integrale Verticale, un accordo che lascia più margini ai Comuni per alzare il tetto ai limiti del Patto di Stabilità”.

 E così è andata, almeno stante a quanto dichiarato ieri sera dallo stesso Chiamparino e dal ministro Lanzetta al termine di un incontro che ha anticipato quelli che potrebbero essere i margini di trattativa da chiudere entro il 10 dicembre. In sostanza meno soldi alla sanità (per una cifra che potrebbe essere di 1,5 miliardi a partire dal 2015) e che andrebbe così a ridurre l’impatto della legge di stabilità che prevede un contributo annuo delle Regioni alla spending review di 4 miliardi. Chiaramente siamo alle prime battute di una trattativa serrata e i conti veri si faranno alla fine, anche perché le Regioni chiedono più soldi per le emergenze e 1 miliardo per il Patto verticale.

 “Come Regioni abbiamo accettato un taglio da 1,5 miliardi sul fondo per la salute ma come contropartita abbiamo chiesto che qualche centinaio di milioni vada al trasporto pubblico locale”, ha detto Chiamparino al termine dell’incontro col Governo, specificando che il confronto proseguirà comunque nei prossimi giorni. ”Da parte del governo abbiamo anche riscontrato la disponibilità ad erogare 1 miliardo per il patto verticale, che sarebbe utile anche ai Comuni”, ha aggiunto. “A questo punto abbiamo però sollecitato l’esecutivo – ha concluso Chiamparino – a aumentare le risorse di altri 500 milioni per far fronte alle recenti emergenze maltempo che hanno investito molti comuni italiani”.

 “Con le Regioni abbiamo un buon passo avanti, ma si sta lavorando ancora sulla base delle richieste che queste hanno avanzato”: lo ha detto il ministro per gli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta al termine dell’incontro sulla legge di stabilità svoltosi ieri sera con una delegazione di Regioni. “Domani (oggi per chi legge) molto probabilmente il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, valuterà i passi fatti questa sera. Naturalmente nelle prossime ore – ha proseguito Lanzetta – ascolteremo gli altri Ministeri e anche la Ragioneria Generale dello Stato”. In ogni caso, ha concluso il ministro, “il via libera all’accordo con le Regioni verrà dato entro il 10 dicembre”.

Coletto (Veneto): “Un taglio insostenibile. Sembra palese la volontà di andare verso assicurazioni private”

“Un taglio insostenibile per chi ha già razionalizzato riallineato i propri sistemi sanitari regionali”. Così aveva commentato i possibili tagli di 1,5 mld di euro, Luca Coletto, assessore alla sanità della Regione Veneto e coordinatore degli assessori regionali, entrando alla conferenza dei presidenti di questa mattina.

“Questo orientamento – ha detto – è inaccettabile per chi ha già realizzato politiche sanitarie regionali di razionalizzazione, per chi ha una centrale unica di acquisti, per chi ha già ha attutato un’anatomia patologica per provincia e ridotto i primariati. Credo che a questo punto sia palese la volontà del governo di andare verso le assicurazioni private. Allora a questo punto basta cambiare l’articolo 32 della Costituzione e dire che non c’è più il sistema universalistico in Italia, dimenticando che il nostro è il sistema meno costoso a livello europeo e il terzo meno costoso a livello mondiale”.

 Ci si dovrà quindi aspettare una contrazione dei Lea? “A questo punto mi viene da pensare di sì” ha detto Coletto: “L’auspicio era che la revisione dei Lea fosse finalizzata a rimettere in pista i Lea innovativi, ma se andiamo avanti così i tagli saranno orizzontali”.

Il Sole 24 Ore e Quotidiano sanità – 4 dicembre 2014 

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