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Meningite, nuovo caso a Milano. Muore un’insegnante di 54 anni. Profilassi per 6 classi e 100 docenti. Corsia preferenziale per le vaccinazioni

Il saluto della scuola, i mille alunni dell’istituto tecnico Curie Sraffa, nel quartiere popolare di San Siro, è commosso: «Ciao Pokankuni ». Si faceva chiamare così — con un soprannome che in lingua indiana vuole dire «imparare dagli altri» — Vittoria Patti, 54 anni, l’insegnante di Scienze morta ieri all’ospedale San Paolo di Milano per meningite fulminante. È il primo decesso in Lombardia per sepsi meningococcica (di tipo C) del 2017, gli altri cinque casi che si sono verificati non sono stati per fortuna mortali.

Per evitare il contagio scatta una profilassi di massa: già ieri pomeriggio 115 studenti di sei classi e cento docenti sono chiamati a prendere l’antibiotico, l’ormai nota Rifampicina. Il farmaco viene distribuito a scuola dai medici dell’Ats (l’ex Asl) a chi è venuto a stretto contatto con la prof. Con ogni probabilità le misure di precauzione verranno estese nei prossimi giorni: a tutti gli allievi sarà offerta la possibilità di prendere l’antibiotico e, se vorranno, di vaccinarsi. Un modo soprattutto per prevenire il panico, come già successo all’Università Statale. Dopo la morte di due studentesse di Chimica nel giro di quattro mesi, a dicembre l’autorità sanitaria ha deciso di offrire gratis il vaccino a 120 studenti.

La paura nell’istituto

Ora la preside dell’istituto Curie Sraffa, Giovanna Viganò, invita a mantenere la calma: «Si informano tutti gli studenti e le famiglie che è indispensabile essere presenti alle lezioni odierne in quanto non vi è alcun pericolo sanitario». Alle due del pomeriggio viene anche convocata un’assemblea informativa in un’aula magna affollatissima per la (triste) occasione: non c’è più una poltrona rossa libera e persino i posti sulla balconata sono tutti occupati. Sul palco gli esperti dell’Ats rassicurano: «Non c’è nessun rischio di epidemia. Sono state prese tutte le cautele necessarie». Spiega l’assessore alla Sanità Giulio Gallera: «Nei prossimi giorni organizzeremo una sessione specifica di vaccinazioni per gli alunni della scuola che desiderano farla. Ma non c’è nessun motivo di panico. Né per il caso specifico, né in generale: non c’è trend di crescita. Nel 2016 si sono ammalati di meningite 40 lombardi, 8 i decessi. Trentuno nel 2015, 2 i decessi. È un andamento fisiologico. Nel passato, oltretutto, la situazione era peggiore, con ben cento contagi nel 2003». Ma i genitori, accorsi anche loro numerosi alla riunione, hanno mille dubbi: «Dobbiamo vaccinare anche i fratellini? E per noi quali misure anticontagio sono previste?».

La preoccupazione all’interno della scuola è tangibile. Ma il primo pensiero va alla prof morta in ventiquattro ore. Vittoria Patti si sente male mercoledì verso mezzogiorno e viene portata di corsa dall’ambulanza all’ospedale San Paolo. Le sue condizioni appaiono subito gravissime. E alle 12.50 di ieri il marito Aurelio Romano annuncia su Facebook: «Mia moglie Vittoria è mancata».

«Amo insegnare»

Lascia tre figli, Teresa (25 anni), Maria (24) e Giuseppe (23). E se ne va, paradossalmente, proprio nella scuola dove ha potuto coronare il suo sogno: dopo una vita da insegnante precaria, a settembre la docente era stata finalmente assunta a tempo indeterminato. Conosciuta anche per il suo attivismo sui social network, Pokankuni diceva di sé: «Faccio la prof di Scienze nelle scuole superiori. Amo molto il mio lavoro. Sono biologa, dottore di ricerca in biologia molecolare. Sono cattolica (dell’Opus Dei, ndr ). Sono una blogger. Amo disegnare, leggere (saggistica), guardare documentari, lavorare all’uncinetto, cantare, fotografare, fare giardinaggio. Ma più di tutto mi piace insegnare». Oggi tutti i suoi alunni la piangono.

Sara Bettoni Simona Ravizza – IL Corriere della Sera – 10 febbraio 2017 

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