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Mercurio nei pozzi, ora la Regione ci ripensa. Dopo la denuncia dei Comuni sull’inerzia dell’Arpav e della giunta veneta l’assessore Bottacin si dice d’accordo sulla ricerca di chi inquina

Sindaci sul piede di guerra: la regione apre al dialogo. L’appello diretto ai vertici dell’ente regionale sul caso mercurio va a segno: «Faremo un incontro, c’è massima disponibilità al dialogo, trovare chi ha inquinato è anche un nostro interesse». Ad esprimersi così è l’assessore regionale all’ambiente Giampaolo Bottacin, che risponde all’indomani della dura presa di posizione di tre Comuni della Marca sud nei confronti dell’Arpav.

«Siamo assolutamente d’accordo sul fatto che vada trovata la fonte», dice Bottacin, «ma non sempre è così facile. In questo caso mi è stata espressamente segnalata la difficoltà a risalire con precisione al fattore inquinante primario. Ma è anche nostro interesse trovare la fonte perché se vaie il principio europeo che chi inquina paga, questo consente di intervenire, senza tagliare da altre voci di costo. Noi spesso, come cittadini e co me istituzioni, siamo parte lesa, paghiamo comportamenti del passato».

Le parole dell’assessore regionale possono essere lette anche come una svolta inattesa sul caso mercurio. Se ne parla ormai da molti anni: i primi riscontri risalgono al 2010. Il comune più coinvolto dalla presenza del metallo pesante nell’ottava falda, con oltre una trentina di pozzi “contaminati”, è quello di Preganziol. Presto però il metallo potrebbe arrivare anche nei territori di Mogliano e Casier. La persistenza del fenomeno e la sua progressiva estensione sono oggetto di preoccupazione. Nei giorni scorsi gli amministratori dei tre comuni, denunciando le resistenze delll’Arpav hanno deciso di chiamare direttamente in causa la Regione, senza lesinare fendenti: «La comprensibile emergenza Pfas del vicentino non può giustificare l’inerzia totale sul mercurio del trevigiano» sono le parole del sindaco di Preganziol Paolo Galeano, assieme ad Oscar Mancini e Paolo Calmasini, rispettivamente assessori alll’ambiente di Mogliano e Casier «Tanto più se si considera che, dalla conclusione del progetto “MeMo” del 2013, la Regione non è più intervenuta. Non possiamo accettare la decisione del consiglio regionale di non stanziare ulteriori risorse per continuare le ricerche ed andare a fondo. Questa è competenza della Regione». I Comuni vogliono incontrare il presidente della giunta regionale Luca Zaia, che però, contattato, passa la palla all’assessore di comparto. Che precisa: «La Regione non è un organo inquirente, ma c’è massima disponibilità ad incontrare i sindaci e a collaborare con la procura e con i carabinieri, che vengono di norma allertati proprio dall’Arpav in caso di rilevanti situazioni di rischio». Sul caso mercurio, però, finora l’unico esposto alla procura risulta l’abbia fatto Andrea Zanoni, consigliere regionale di opposizione.

La Nuova Venezia  – 5 marzo 2017 

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