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Ministero della Salute: firmato Atto d’indirizzo 2011. Tra le priorità sicurezza alimentare e veterinaria

fazio_ansa_482_jpg_370468210Determinazione dei costi standard, più attenzione alla prevenzione, riorganizzazione della medicina territoriale, qualità dei servizi sanitari, più spinta alla ricerca sanitaria e maggiori interventi per la sicurezza alimentare e veterinaria. Ecco le sei priorità politiche d’intervento individuate dal Ministro della Salute nel suo Atto d’indirizzo per il 2011. Obiettivo primario: la gestione economica ed efficiente del sistema nel rispetto dell’appropriatezza nell’ erogazione dei servizi ai cittadini. In questo scenario, contraddistinto da una limitata disponibilità di risorse, il Ministero guidato da poco più di un anno da Ferruccio Fazio individua sei macroaree (e relative proposte) su cui occorre intervenire nel corso del 2011.

Determinazione dei costi e dei fabbisogni standard sanitari

Nel 2011 si dovrà provvedere all’individuazione del Fabbisogno sanitario standard nazionale (ovvero le risorse che il Pese è in condizione di assicurare per l’erogazione dei Lea) e dei fabbisogni sanitari standard delle Regioni, attraverso anche la definizione e l’applicazione di adeguati indicatori della programmazione sanitaria nazionale. Particolare attenzione dovrà essere riservata all’attività di monitoraggio e alla gestione della contabilità nazionale e regionale.

La Prevenzione

Prosecuzione degli obiettivi del Piano nazionale di prevenzione 2010-2012. Particolare attenzione alla prevenzione delle malattie croniche con politiche mirate sulle varie fasce di età con l’obiettivo di promuovere stili di vita sani, programmi pubblici di screening, medicina predittiva. Il Ministero si farà promotore di ogni forma di collaborazione con tutti gli attori interessati e verificherà l’avanzamento dei programmi regionali in materia. Le farmacie, infine, dovranno diventare dei veri e propri presidi socio-assistenziali.

Le Cure Primarie

Lo sviluppo del assistenza sul territorio dovrà necessariamente passare dalle riorganizzazione della medicina generale che si realizzerà attraverso la promozione della sinergia tra le varie professionalità sanitarie che già agiscono sul territorio: Aggregazioni funzionali composte da Medici di medicina generale di emergenza e continuità assistenziale dovranno interagire con Pediatri e Specialisti ambulatoriali in sinergia con farmacie, professioni infermieristiche, professionisti della riabilitazione e della prevenzione in modo da costruire una rete sanitaria capillare che possa anche consentire di promuovere forme di medicina di iniziativa. A questo scopo l’iniziativa ministeriale prevede il potenziamento delle attività formative, in special modo verso infermieri (valorizzazione del ruolo della docenza tecnica) e medici specializzandi (i fabbisogni saranno orientati su pediatria, geriatria e riabilitazione). Inoltre sarà promosso l’ampliamento degli orari di apertura dei servizi di medicina generale e l’assistenza domiciliare.

Qualità dei servizi sanitari

Priorità al monitoraggio dei Piani di rientro in relazione alla costruzione di una nuova riconsiderazione del ruolo della medicina generale. Gli ospedali dovranno operare in ‘grandi reti’. Al riguardo grande importanza assume l’adozione del fascicolo sanitario elettronico. Inoltre il Ministero punta sulla revisione degli accreditamenti delle strutture e sulla maggiore sinergia tra Agenas, Aifa, Ministero e Regioni nell’ambito della valutazione del Ssn. Implementazione di progetti di governo clinico e programmi di rafforzamento per la tutela ai cittadini, in particolar modo per le regioni meridionali.

Rilancio della ricerca sanitaria

Il potenziamento della ricerca sanitaria dovrà passare attraverso un ‘Patto nuovo’ attraverso il quale stato, regioni, università e imprese lavorino insieme per sviluppare la crescita degli investimenti in R&S. Contrasto alla “fuga di cervelli”, alle difficoltà burocratiche per l’assegnazione dei fondi e all’inadeguata diffusione dei risultati delle ricerche. Sviluppo del Programma EUROMED e di iniziative volte a potenziare il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo. Per il 2011 il Ministero si prefigge poi di riqualificare la spesa destinata alla ricerca attraverso l’unificazione e la razionalizzazione delle risorse assegnate.

Promozione della Salute pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti

Il Ministero punta sul potenziamento di tutte le iniziative atte al miglioramento della qualità degli alimenti e all’informazione dei cittadini, soprattutto per i bambini visto il progressivo aumento di sovrappeso e obesità. Tutela e valorizzazione dei prodotti made in italy. Per la sanità animale andrà potenziata l’attività sul territorio e l’attuazione dei Lea per la veterinaria.

Quotidianosanita.it – 1 marzo 2011

 

Ministero della Salute: ecco il programma 2011

Sei «priorità politiche» per il ministero della Salute nel 2011 «secondo i contenuti del programma di Governo e in coerenza con le linee strategiche definite a livello comunitario e internazionale» e «con gli orientamenti complessivi della programmazione economico-finanziaria».

Questo lo scopo dell’«Atto di indirizzo concernente l’individuazione delle priorità politiche del ministero per l’anno 2011», appena pubblicato sul sito del ministero della Salute.

Il ministero si pone i due macro-obiettivi dell’economicità della governance del sistema e del rispetto dei principi di appropriatezza ed efficacia degli interventi sui cittadini «in un contesto socio-economico profondamente innovato dalle importanti novità intervenute a fine 2009»: il patto per la salute 2010-2012 e la ricostituzione, appunto, del ministero della Salute che gli affida le funzioni di tutela della salute umana, di coordinamento del sistema sanitario nazionale, di sanità veterinaria, di tutela della salute nei luoghi di lavoro, di igiene e sicurezza degli alimenti, insieme alle inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale.

Il 2011 rappresenta l’anno in cui il ministero – si legge nelle premesse dell’Atto di indirizzo – «dovrà esercitare, a pieno regime, le responsabilità di governo nel settore della tutela della salute, pur con le accresciute difficoltà finanziarie derivanti dalle importanti manovre correttive dell’ultimo biennio (d.l. 112/08 e di. 78/10)».

Per questo è necessario un «profondo adeguamento delle politiche statali in materia di tutela della salute, che permane interesse primario di rilevanza costituzionale (art. 32 Cost.), con la conseguente necessità di un rafforzamento della qualità e, al contempo, dell’efficienza dei servizi sanitari pubblici».

Le priorità che oggi devono essere affrontate «con urgenza e pragmatismo sono molte»: dall’approvazione dei disegni di legge sul rischio clinico e sul governo clinico, alla prevenzione, alla ricerca, alla formazione dei professionisti, al riconoscimento del merito, al federalismo solidale, ai livelli essenziali di assistenza, all’individuazione di linee guida che siano uniformi su tutto il territorio nazionale».

Per l’attuazione di questa strategia si dovrà promuovere il rafforzamento della capacità programmatoria, dell’autonomia organizzativa e della responsabilità finanziaria delle Regioni «mediante un’azione sinergica tesa al miglioramento degli indicatori di impatto, di efficacia e di efficienza nell’erogazione dei servizi».

Secondo il documento e sul versante della spesa esiste «una forte discrasia nell’offerta dei servizi tra regioni del Nord e del Sud, dimostrata dalle vicende relative ai piani di rientro dai disavanzi sanitari regionali, che occorre colmare attraverso il recupero della capacità di fornire risposte di livello qualitativo e quantitativo maggiormente eque e sostenibili». Per questo è necessario individuare linee dì indirizzo «contraddistinte da una prospettiva culturale innovativa e di forte discontinuità rispetto al tradizionale modello, connotato da politiche prevalentemente assistenziali».

Ma non solo. «L’esperienza maturata – si legge nella premessa – dimostra che il risanamento passa non solo dal versante economico ma anche da una riconversione delle attività, attraverso la de-ospedallzzazione e il potenziamento dell’assistenza sul territorio: si tratta cioè di rimodulare la rete ospedaliera, attraverso non già le diminuzioni di ospedali, ma la riqualificazione dell’intera offerta, con il contestuale potenziamento dell’assistenza territoriale».

Nel merito degli interventi, in considerazione della situazione socioeconomica e per garantire una indispensabile coerenza tra efficienza sanitaria e impiego delle risorse, l’azione del ministero sarà diretta sulle priorità suddivise in sei macroaree di intervento:

1. determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario;

2. miglioramento e potenziamento delle attività di prevenzione;

3. riorganizzazione ed il potenziamento delle cure primarie;

4. qualità dei servizi sanitari;

5. rilancio della ricerca sanitaria;

6. promozione della salute pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti.

Ilsole24ore.com – 1 marzo 2011

 

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