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Montecchio e Arzignano. Nasce l’ospedale unico: «Con i soldi delle tasse dei veneti». Ieri la prima pietra: solo fondi pubblici, niente project

Passare da 217 a 277 posti letto, da due centri a uno solo. Quella pietra a forma di rosa dei venti posata ieri all’esterno dell’ospedale di Montecchio Maggiore contiene tutto questo, e anche di più. In termini economici si parla di 40 milioni di euro per il primo stralcio del nuovo ospedale Arzignano–Montecchio Maggiore dell’Usl 5 da terminare in tre anni, e altri 15 per un secondo stralcio. «Soldi delle tasse dei veneti» è la sottolineatura del presidente del Veneto Luca Zaia.

Ed è proprio così perché la struttura nascerà grazie a fondi pubblici: 24,5 milioni del ministero della Salute, altri 13 della Regione e 2,5 dell’Usl 5. A marzo l’impresa Guerrato spa di Rovigo (che si è aggiudicata l’appalto) dovrebbe cominciare i lavori per il pronto soccorso, le sale operatorie, oltre all’area delle degenze chirurgiche e mediche del polo sanitario che riassumerà gli attuali servizi dell’ospedale Cazzavillan di Arzignano (destinato a tramutarsi in cittadella della salute) e di Montecchio. A dir la verità, qualcosa rimarrà di quel che oggi sorge lì, perché le nuove strutture ingloberanno in una sorta di abbraccio parte degli edifici. In tutto: 34.500 metri quadrati per 8 piani e 277 posti letto.

Per Montecchio, come ha commentato il sindaco Milena Cecchetto «si tratta di una splendida realtà, che prima del 2010 sembrava impossibile». Sul concetto di specializzazione si è soffermato invece il sindaco di Arzignano Giorgio Gentilin, spiegando la rinuncia del suo paese al Cazzavillan per avere un ospedale che «va verso il futuro». Parola chiave, quest’ultima, per Zaia. «L’aspettativa media di vita di un neonato veneto oggi è di 100 anni – ha ricordato –. Nel programmare abbiamo guardato a come garantirgli le cure migliori in strutture sempre più efficienti e moderne, con ricoveri sempre più brevi».

Non è mancato un accenno alla fusione delle Usl. «Non toccheremo nemmeno uno dei servizi ai cittadini – ha promesso – ma andiamo a incidere su costi amministrativi che non hanno senso». Concetto che sposa anche il presidente della Provincia Achille Variati, secondo il quale «non bisogna aver paura delle novità». Tra i ringraziamenti all’ex direttore generale Giuseppe Cenci e la benedizione del vescovo Beniamino Pizziol, anche gli obiettivi dell’attuale commissario dell’Usl 5: «Dobbiamo lavorare per gestire le strutture anche con il cuore – ha detto Giovanni Pavesi – con servizi di qualità e umanizzazione delle cure». E da tutti l’auspicio che si rispettino i tempi di realizzazione dell’«abbraccio» sanitario.

Elfrida Ragazzo – Il Corriere del Veneto – 29 gennaio 2016 

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