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Monti: «Nessuna nuova manovra. Oggi comincia la fase cresci-Italia. Avanti su lavoro e liberalizzazioni»

1a1a19montiNella conferenza stampa di fine anno il premier ribadisce gli obiettivi: pareggio di bilancio nel 2013, non escludo nulla per interventi su stock debito. Spread? Acquisti Bce quasi cessati, nessun fondamentale dell’economia giustifica dato così alto. Poi lancia la fase due: ora al lavoro per pacchetto “cresci-Italia”. La Grecia? Andavamo in quella direzione, faremo di tutto per evitare tensioni sociali. Misure entro il 23 gennaio. «Eravamo arrivati sull’orlo del burrone senza parapetto e con forze che ci spingevano alle spalle: abbiamo puntato i piedi per non cadere e credo che ci siamo riusciti. Abbiamo straordinari punti di forza compresa la capacità degli italiani di capire quando si spiega loro cosa è necessario fare».

È la metafora del Paese immaginata dal premier Mario Monti, nella lunga conferenza stampa di fine anno, nella quale ha risposto a tutte le più svariate domande dei giornalisti. Sullo sfondo dell’incontro la certezza che nell’anno nuovo arriverà anche la fase due del suo governo, quella che dovrebbe puntare sullo sviluppo dopo una manovra sbilanciata sul fronte del rigore.

FASE DUE – «Una soluzione alla crisi non poteva essere neanche affrontata senza il consolidamento dei conti pubblici effettuato con il decreto Salva-Italia» ha detto il presidente del Consiglio. «Con il decreto legge ci siamo occupati di conti pubblici, ma l’abbiamo fatto cercando di curare l’equità sociale. Questi due punti saranno presenti nella cosiddetta fase due. Non occorre un’altra manovra, ma la fase della crescita non implicherà larghezza finanziaria. Serviamo la fase del consolidamento puntando alla crescita facendo crescere il Pil. Non faremo molto uso del denaro pubblico, ma dell’equità come leva. Attraverso liberalizzazioni concorrenza e la riforma del mercato del lavoro limeremo i privilegi e le rendite che frenano i meccanismi economici a danno dei giovani» ha aggiunto Monti.

«Abbiamo introdotto un avanzo primario del 5% nei prossimi anni, tali da portarci al pareggio di bilancio nel 2013. Stiamo dando piena attuazione ad impegni già presi dal precedente governo. Era un atto dovuto. L’atto voluto comincia oggi. Il nuovo pacchetto si può chiamare “Cresci-Italia”» ha sottolineato Monti. «I tempi saranno piuttosto veloci, l’Europa ci attende con ulteriori provvedimenti per l’Eurogruppo del 23 gennaio e per il Consiglio del 30 gennaio. Ci sarà uno sforzo sul fronte concorrenza e liberalizzazioni, poi il cantiere del lavoro e degli ammortizzatori sociali, riducendo la segmentazione del mercato del lavoro. Gli ammortizzatori vanno ammodernati perchè le tutele ci siano e siano rafforzate ma in prospettiva di una maggiore flessibilità economica» ha spiegato il premier. «Ci saranno forte tensioni sociali? non lo so, faremo di tutto per evitare le tensioni sociali e d’altra parte il nostro dovere è produrre il cambiamento nella tutela transitoria di chi può soffrire il cambiamento». Poi scommette: «Sono sicuro che il paese ci capisce e che non ci saranno tensioni sociali».

DEBITO – «Sulle operazioni di riduzioni dello stock del debito stiamo riflettendo. Non escludo niente, ci sono delle ipotesi interessanti, ma vanno fatte dopo gli interventi sui flussi di cassa» ha spiegato poi Monti.

CATASTO – «La riforma del catasto è molto importante per adeguare la tassazione alla realtà effettiva. Non ci sarà un aggravamento dell’imposizione sulla casa ma una maggiore equità sull’ imposizione», l’aliquota per la prima casa nel nuovo sistema Imu è dello 0,4% e il numero delle case esenti è di 6 milioni. Non si può dire che la pressione fiscale in questo settore crescerà rispetto a prima del 2008» ha detto il premier. Che poi ha fatto anche una battuta sul suo governo: «Sono sorpreso che il nostro indice di popolarità non sia sceso a zero».

LAVORO – «Lavoreremo in parallelo sulle liberalizzazioni e sul mercato del lavoro: è un parallelismo che ci è consentito dal fatto che le nostre risorse umane non sono le medesime da dispiegare su un fronte e sull’altro» ha detto ancora il premier. Monti ha inoltre spiegato che «Fornero si occuperà del mercato del lavoro e il sottosegretario Catricalà, assieme a diversi ministri e io stesso, che non ho dimenticato completamente la materia della concorrenza, saremo molto incalzanti sul tema delle liberalizzazioni e della concorrenza e questo spiega perchè non abbiamo fatto le pensioni e la riforma del lavoro contemporaneamente: pur essendo la Fornero una donna dinamica, dispone – scherza Monti – di 24 ore». «Per quanto riguarda i tempi delle riforme del mercato del lavoro verranno divise in due parti una per gennaio e una per febbraio» ha spiegato ancora Monti. In particolare, ha spiegato ancora il premier, il governo punta a «superare il dualismo del mercato del lavoro italiano», oltre a «superare una regolamentazione» sui vari contratti di lavoro con «forti incertezze interpretative», e a fare in modo che le tutele previste per i lavoratori ne favoriscano «la riallocazione nel mercato del lavoro, in un contesto mondiale comunque caratterizzato da una continua evoluzione della produzione», incentivandone «il reimpiego». Il presidente del Consiglio ha voluto sottolineare che il suo governo non intende «considerare il lavoro una risorsa al pari di prodotti e servizi» ma vuole «trovare misure più moderne per valorizzare il lavoro e rendere l’uso del lavoro più incoraggiato».

PENSIONI – «Sulla riforma delle pensioni interverremo a favore dei lavoratori che erano stati messi in mobilità con le vecchie regole e affronteremo tutti quei casi in cui i lavoratori con le nuove regole si possano trovare in particolare difficoltà» ha poi aggiunto Monti.

LIBIA E IRAN – «Abbiamo incontrato il presidente libico Jalil ed è in preparazione una visita il 21 gennaio a Tripoli: vogliamo riattivare il trattato di amicizia» ha spiegato Monti che sottolinea che il governo vuole «intensificare e ammodernare le modalità di cooperazione».

Per quanto riguarda invece la questione iraniana Monti ha detto che «Sul nucleare siamo vicini al punto di non ritorno per questo l’Italia insieme ad altri Paesi è favorevole a rafforzare l’embargo petrolifero».

Tratto da Corriere.it – 29 dicembre 2011

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