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Mozzarelle blu, in 4 rischiano il processo. Indagate Granarolo, Jaeger e LatBri. Guariniello: “Vendevano prodotti non genuini”

mozzarella blu 3Il primo caso che fece notizia e a cui ne seguirono molti altri, venne segnalato nel 2010; l’ultimo è arrivato in procura proprio ieri. Sono le mozzarelle blu finite sulle tavole di decine di consumatori: il procuratore Raffaele Guariniello, dopo 4 anni, ha chiuso la sua inchiesta. Gli indagati sono quattro: si tratta dei responsabili della Granarolo, della tedesca Milchwerk Jaeger Gmbh e della LatBri (Latticini Brianza), ai quali è contestato il reato di «vendita di alimenti non genuini come genuini», oltre alla violazione dell’articolo 5 della legge 283/62 sugli alimenti. E sono chiamate in causa come responsabili anche le società, in qualità di persone giuridiche. Secondo gli accertamenti della procura, a donare l’anomala colorazione alle mozzarelle sarebbe un batterio, lo pseudomonas fluorescens, innocuo per la salute, ma comunque indicatore di un prodotto alterato.

Insudiciate, mal conservate e contaminate da batteri responsabili dell’inquietante colore blu, le mozzarelle erano prodotte in stabilimenti italiani e tedeschi con acque di acque di pozzo contaminate. Tra i batteri trovati analizzando le decine di mozzarelle sequestrate in Italia ci sono lo pseudomonas, l’enterobacter cloacae e l’escherichia coli. La procura di Torino chiederà il processo per gli indagati con l’accusa di vendita di alimenti non genuini come genuini e della violazione della legge 283 del 62 sugli alimenti. E chiederà il giudizio anche per le società come responsabili amministrative.

Oltre alle mozzarelle, le contestazioni sono dovute anche a un altro formaggio a pasta filata, lo «Sfiziosino», prodotto dall’azienda tedesca nello stabilimento di Haag per conto della Granarolo: stando alle risultanze delle indagini, il blu in quel caso era dovuto alla presenza di muffe.

I casi denunciati, intanto, non si sono fermati, anche se sono diventati più occasionali. Proprio oggi ne è arrivato in procura uno riguardante una burrata in foglia venduta in un supermercato di Torino, che ha assunto una colorazione blu, ma non riguarda nessuna delle ditte coinvolte nell’inchiesta appena chiusa. I carabinieri del Nas hanno già consegnato le analisi condotte sul prodotto: anche in questo caso, l’innaturale colore blu sarebbe dovuto alle muffe.

8 febbraio 2014 

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