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Multe salate a chi bara sul cibo. Dal Cdm via a schema di decreto legislativo. Sanzioni fino a 150 mila. Occhio a scadenze e allergeni

Di Luigi Chiarello, ItaliaOggi. Sanzioni tra 150 e un massimo di 150 mila euro, suddivisi in cinque scaglioni in proporzione alla gravità della violazione, per chi non rispetta i nuovi obblighi relativi alle informazioni da fornire ai consumatori sugli alimenti. Cioè per chi bara su scadenze, allergeni, ingredienti. Il governo ha messo a punto un quadro unico di riferimento per colpire le violazioni alla disciplina sull’etichettatura dei cibi dettata dal regolamento europeo n. 1169 del 25 novembre 2011 e dalla direttiva 2011/91/Ue; il tutto ai sensi dell’articolo 5 della legge 170/ 2016, nota come legge di delegazione europea 2015. Lo schema sanzionatorio è contenuto in una bozza di dlgs licenziata l’8 settembrei, in prima lettura, dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento fissa i limiti edittali tra 500 e 40 mila euro. E individua nell’Ispettorato centrale tutela della qualità e repressione frodi (Icqrf) del Ministero delle politiche agricole l’autorità competente a irrogare le sanzioni.

Il Comunicato del Consiglio dei ministri

Sanzioni per la violazione di norme a tutela dei consumatori di prodotti alimentari

Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, e l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del medesimo regolamento (UE) n. 1169/2011 e della direttiva 2011/91/UE, ai sensi dell’articolo 5 della legge 12 agosto 2016 n. 170 – legge di delegazione europea 2015 – (Presidenza del Consiglio, Ministero dello sviluppo economico, Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e Ministero della salute – esame preliminare)

Il decreto dispone un quadro sanzionatorio di riferimento unico per la violazione delle norme sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e consentire un’applicazione uniforme delle sanzioni a livello nazionale. A questo scopo, si individua quale autorità amministrativa competente per l’irrogazione delle sanzioni il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Trattandosi di violazioni connesse a obblighi informativi, sono state introdotte solo sanzioni di natura amministrativa, che prevedono il pagamento di una somma non inferiore a 150 euro e non superiore a 150.000 euro. Nell’ambito di tali limiti minimi e massimi sono stati individuati cinque scaglioni di diverso importo della sanzione, commisurati alla gravità della stessa.

11 settembre 2017

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