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Musile. Animalisti all’attacco: «No al tradizionale gioco con il maiale». Se la prendono col sindaco per aver dato il via libera all’evento, prima che l’Asl 10 lo bloccasse

Ma il sindaco Forcolin non ci sta e replica «Parlano a vanvera, l’animale non avrebbe sofferto». L’associazione Freccia45 per la protezione e difesa degli animali, fondata da Paola Re, se la prende con il sindaco Gianluca Forcolin per aver dato il via libera all’evento, prima che l’Asl 10 lo bloccasse.

Dura la replica del primo cittadino: «Era una tradizione, a me piace la soppressa, gli animalisti parlano e poi sono i primi a mangiarsi pane e salame». «Ho visto sul sito web del Comune», dice l’animalista, «che tra i regolamenti non ce ne sono a tutela degli animali. Molti comuni ne sono provvisti e deliberano il divieto di dare animali in premio. Un’istituzione non dovrebbe permettere un gioco così squallido. Trattare un maiale come se fosse un oggetto da strapazzare tutto il giorno e poi regalarlo è davvero imbarazzante, soprattutto per Musile il cui sindaco sarà presente alla manifestazione insieme al presidente del Veneto Luca Zaia. Immagino che gli organizzatori ritengano non vi fosse maltrattamento. È certo che se si paragona quel maiale ai miliardi di maiali nel mondo rinchiusi negli allevamenti, sottoposti al taglio della coda, alla limatura dei denti, alla castrazione, costretti a vivere nello sterco, nutriti solo con mangimi in attesa di essere macellati e insaccati, allora, rispetto a quelli, il maiale da pesare è davvero fortunato: si sarebbe preso coccole e carezze da chi se lo sarebbe passato di mano in mano, in attesa di essere sgozzato? Credo che nessuno dei partecipanti alla lotteria volesse fargli del male fisicamente, ma certamente quel maiale avrebbe lo stress di una giornata particolare. Aggiungo che a subire il maggior danno sarebbe stata la sua dignità perché gli animali non sono oggetti, in questo caso a uso ludico. Ciò che mi preoccupa ulteriormente la presenza di bambini a quell’evento. C’è bisogno di una società, in cui la natura animale e vegetale venga rispettata e celebrata, almeno dalle istituzioni che dovrebbero sempre schierarsi dalla parte degli oppressi, in questo caso dalla parte del maiale. Se il sindaco Forcolin ha una coscienza, la metta in premio alla lotteria. Quanto peserà?».

Il sindaco di Musile è durissimo: «Non mi interessano le critiche degli animalisti, che mangiano pane e salame e la coscienza se la dimenticano facilmente. È un gioco, una tradizione, i maiali sappiamo tutti che fine fanno, ma è comodo accusare gli altri e rovinare una festa antica che non avrebbe fatto male a nessuno, neppure al maialino».

Giovanni Cagnassi – La Nuova Venezia – 14 giugno 2015 

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