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E ora nella Ue esplode caso delle Agenzie di controllo

L’accusa: troppo sensibili alle lobby. Critiche e polemiche coinvolgono le Agenzie Ue da anni. Ma, la settimana scorsa, la commissione di eurodeputati impegnata a verificare come viene speso il bilancio comunitario non ha approvato i rendiconti 2010 delle tre che controllano la sicurezza alimentare (Efsa di Parma), le medicine (Emea di Londra) e l`ambiente (Eea di Copenaghen).

A Bruxelles si è così aperto ufficialmente un caso Agenzie. Queste dovrebbero tutelare gli interessi dei cittadini e, invece, appaiono spesso troppo influenzate dalle lobby più potenti e dalle grandi imprese del settore specifico di competenza.

Nell`Efsa di Parma sarebbero stati assunti addirittura dei lobbisti dell`industria alimentare.

Ma hanno insospettito soprattutto le tendenze generali, che fanno dubitare sull`indipendenza strutturale di queste entità finanziate con il denaro dei contribuenti. L`eurodeputato ed ex ministro della Giustizia romeno Monica Macovei, delegata a seguire il caso Agenzie, ha esortato a prendere seriamente il problema dei conflitti d`interessi «perché possono essere causa di corruzione e di frodi». Lascia perplessi, per esempio, che a giudicare per conto dell`Efsa sulla sicurezza degli organismi geneticamente modificati siano chiamati «esperti» collegabili alle multinazionali delle biotecnologie.

La Commissione europea di Josè Manuel Barroso è finita sotto accusa proprio per aver proposto per i consigli delle Agenzie Ue dei personaggi in rapporti con le imprese.

L`istituzione co munitaria ha difeso le sue scelte in base al principio della competenza specifica, che ovviamente avvantaggia chi ha lavorato nelle industrie del settore. Ha però rinviato la replica ufficiale a dopo aver approfondito le contestazioni dell`Europarlamento sulle tre Agenzie.

L`intervento della commissione parlamentare di controllo del bilancio Ue su, Efsa, Emea e Eea ha rilanciato anche il problema della sproporzione a Bruxelles del massiccio e ricco esercito dei lobbisti delle imprese più influenti, rispetto a chi dovrebbe tutelare gli interessi dei cittadini.

Commissari, eurodeputati ed euroburocrati vengono continuamente informati e, a volte, intrattenuti (in eventi piacevoli) da emissari dei gruppi di pressione più potenti, che investono somme ingenti per attuare le loro strategie. Mentre le organizzazioni che difendono gli interessi generali della collettività sono poche e composte spesso principalmente da giovani con scarsi mezzi, basse retribuzioni e contratti precari.

A Bruxelles l`influenza delle lobby è particolarmente intensa sulla Commissione europea e sull`euroburocrazia.

Diminuisce un po` nel Consiglio dei governi, dove i ministri vengono condizionati principalmente dagli interessi politici nazionali.

L`Europarlamento, unica istituzione Ue eletta direttamente dai cittadini, nel caso della tre Agenzie ha rispettato il suo dovere di controllo per conto della collettività.

Ma non sempre è attento.

2 aprile 2012 – Corriere.it

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