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Nogara. Scende dall’auto per salvare una lepre, imprenditore 74enne travolto nel buio e ucciso. Un amico: «Investito, è volato via per 20 metri»

«Cosa era quella cosa a lato della strada? L’hai vista anche tu?». «Sembrava una nutria». «Aspetta un secondo, torno indietro a vedere». Retromarcia al buio, in mezzo a quella strada che taglia i campi tra Sorgà e Pellegrina di Isola della Scala. Sandro Giovanni Romanato, imprenditore di 74 anni di Nogara, scende dalla sua Mercedes.

L’amico Calisto Montemezzi rimane seduto nell’abitacolo e assiste in diretta a quella scena che non riuscirà mai più a dimenticare. Sandro è in strada, sta chiudendo la portiera. «L’auto è arrivata all’improvviso, l’ha colpito in pieno e l’ha fatto volare 20 metri più in là – racconta Calisto, ancora sotto choc -. Sono sceso anch’io e ho chiamato più volte il mio amico. Era tutto buio, non riuscivo nemmeno a vederlo. Era finito almeno venti metri più in là, non rispondeva. Poi sono arrivate le ambulanze e i soccorritori mi hanno detto da subito che era praticamente morto».

L’ennesima vittima della strada nel Veronese. Romanato, classe ‘41, era andato a cena in un ristorante di Pontepossero con l’amico di sempre. «Le nostre mogli erano state a Milano in pullman per visitare l’Expo e noi avevamo deciso di andare al ristorante insieme – ricorda Calisto -. Una serata tranquilla, a parlare del più e del meno. Poi, verso le 22 ci siamo messi in auto per tornare verso casa». In via Albarella, tra Sorgà e Isola, l’attenzione dell’imprenditore nogarese è stata colta da quella sagoma a lato della strada. «Io credevo si trattasse di una nutria, ma lui pensava fosse una lepre e ha voluto andare a controllare…Aveva ragione lui», prosegue l’amico. Il tempo di mettere i piedi sull’asfalto, e Romanato è stato travolto da una Lancia Y condotta da una ragazza di 22 anni che arrivava dalla direzione opposta.

L’allarme è scattato verso le 22.30 e sul posto, oltre ai sanitari di Verona Emergenza, sono intervenuti i carabinieri della stazione di Isola della Scala e i colleghi di Nogara che si sono occupati dei rilievi. La giovane non si sarebbe accorta della portiera aperta e l’avrebbe centrata in pieno, travolgendo l’anziano che si trovava in quel punto. I sanitari lo hanno rianimato a lungo prima di trasferirlo in ambulanza all’ospedale di Borgo Trento.

Ma le sue condizioni erano apparse da subito disperate e poco prima dell’una, i medici hanno dichiarato il decesso. Su disposizione del magistrato di turno, Federica Ormanni, i mezzi sono stati posti sotto sequestro. La giovane al volante della Lancia rischia ora di venire indagata per omicidio colposo. «Non sappiamo cosa sia successo – racconta al telefono, addolorata, la nuora della vittima -. Sull’asfalto non ci sono segni di frenata. La signora che ha travolto mio suocero di sicuro correva».

Sotto choc la moglie Rita, che vent’anni fa aveva già perso un figlio in un incidente stradale: una doppia tragedia che è una maledizione. A Nogara, Romanato era molto conosciuto. Piccolo imprenditore edile (macchine movimento terra), di recente era impegnato in un cantiere al porto di Ostiglia, nel Mantovano. In paese, la notizia ieri mattina si è diffusa rapidamente. «Dispiace moltissimo – commenta il sindaco Luciano Mirandola -. Ho saputo questa mattina (ieri, ndr) dell’incidente e a nome di tutta l’amministrazione comunale faccio le condoglianze alla famiglia».

Enrico Presazzi – Il Corriere del Veneto – 4 giugno 2015 

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