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Nomine Usl 20. Falso in atto pubblico, Brugnettini in aula

Chiesto il giudizio per l’ex senatore della Lega ed ex ds dell’azienda sanitaria veronese. In ottobre udienza dal gip. Il pm: «Titoli fasulli per il concorso di direttore» Archiviata la posizione dei dg Bonavina e Dall’Ora

Il caso-Brugnettini si conclude con la richiesta del pm della procura di rinvio a giudizio dell’ex direttore sanitario dell’Ulss 20 di Verona.

Il 5 ottobre alle 10 l’udienza preliminare fissata dal gip del tribunale. Erano i primi di maggio del 2010 quando la dg dell’azienda scaligera Giusy Bonavina, dopo una fase di progressivo raffreddamento dei rapporti, licenziava Massimo Brugnettini 62 anni, in passato chirurgo e responsabile del pronto soccorso all’ospedale di Isola della Scala, ma anche sindaco e vicesindaco sempre di Isola, senatore per la Lega Nord – motivando il provvedimento con un mancato «inserimento proficuo soprattutto sotto il profilo tecnico e delle relazioni con la classe dirigente di una realtà sanitaria di grandi dimensioni quale l’azienda Ulss 20».

Brugnettini a sua volta ricorreva al! giudice del lavoro. Nella querelle si era, però, inserito Stefano Biasioli, segretario generale della Confedir-Mit, la Confederazione dei dirigenti pubblici, ma anche notissimo ex presidente nazionale della Cimo, il sindacato dei medici ospedalieri, presentando una denuncia alla procura di Verona. Secondo Biasioli, Brugnettini non avrebbe avuto i titoli per occupare il posto di direttore sanitario.

Insomma, una nomina, la sua, illegittima. I capi di imputazione addebitati a Brugnettini dal pm, sono due. Deve rispondere di «falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico» in quanto, nella domanda presentata alla Regione per l’inserimento nell’elenco degli idonei alla nomina dei direttore sanitario, avrebbe dichiarato il falso riguardo ai requisiti prescritti in particolare quello di essere un medico che abbia «svolto per almeno 5 anni attività di direzione tecnico-sanitaria in enti o strutture sanitarie, pubbliche o private».

Il ! secondo, per il reato contemplato dagli articoli 48 e 480 del ! codice penale ovvero «il falso commesso dal pubblico ufficiale in certificati», per aver indotto, con la falsa autocertificazione, la dg dell’Ulss 20 Giusy Bonavina a nominarlo direttore sanitario pur non avendone i titoli.

Archiviazione, invece, per la Bonavina. Il gip accoglie in toto la richiesta del pm, il quale, pur addebitando alla dg di non aver ottemperato alla responsabilità di verificare la sussistenza dei requisiti per la nomina di Brugnettini, rileva il dubbio che «possa aver male interpretato gli obblighi connessi alla propria carica e abbia, quindi, ritenuto, con colpa grave ma non con dolo, di essere esonerata da un qualunque controllo». Alla luce di ciò – aggiunge il gip – la successiva condotta della Bonavina, che revocava l’incarico a Brugnettini sostituendolo con Chiara Bovo, «si presta a una lettura in chiave di ravvedimento operoso».

Archiviazione anche per il dg dell’Ulss 22 di Bussolengo Alessandro Dall’Ora, accusato di aver negato alla Confedir l’accesso agli atti riguardanti il curriculum professionale di Brugnettini.

L’Arena – 13 settembre 2011

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