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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Orario di lavoro Ue, i Dg del Ssn chiedono fondi certi per le assunzioni e deroghe alla normativa: «Senza cure sicure ci autodenunciamo»
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    Orario di lavoro Ue, i Dg del Ssn chiedono fondi certi per le assunzioni e deroghe alla normativa: «Senza cure sicure ci autodenunciamo»

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche27 Novembre 2015Nessun commento3 Minuti di lettura
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    Uno specifico finanziamento delle nuove assunzioni nella legge di Stabilità e un meccanismo di deroghe, parziali e temporanee, alla normativa comunitaria sull’orario di lavoro che consenta alle Aziende sanitarie di non essere costrette a interrompere o limitare i servizi nei settori segnati da carenze di organico. Sono queste le richieste urgenti che i manager della sanità italiana hanno indirizzato al Governo nella mozione approvata al “Forum risk management” di Arezzo al termine delle seconda Assemblea nazionale dei Direttori generali di Asl e ospedali.

    Per i dg infatti lo sblocco delle assunzioni in corsia – annunciato in un emendamento ad hoc al ddl Stabilità allo studio del ministero della Salute – non basta a superare lo scoglio dell’orario di lavoro Ue, servono vere e proprie deroghe, senza le quali «risulta impossibile garantire con il solo personale in servizio tutte le prestazioni erogate fino a oggi». E se continua così, i manager minacciano di autodenunciarsi qualora fosse «obiettivamente impossibile qualsiasi soluzione che garantisca qualità delle cure, sicurezza ed erogabilità dei servizi».

    Fiaso e Federsanità-Anci, denunciano i gravi rischi di una sua applicazione tout court, «in un periodo in cui le risorse per il personale sono al minimo, con una spesa in costante riduzione negli ultimi anni in conseguenza di misure come il blocco del turnover e della contrattazione». Condizioni – è scritto nella mozione – che impongono ai «dirigenti sanitari di scegliere tra la garanzia dei servizi e il rispetto della legalità. Infatti, l’alternativa è rischiare di incorrere, insieme ai responsabili di Dipartimento e di Unità complessa, nelle pesanti sanzioni previste dalla legge stessa».

    Con l’immediata applicazione, denunciano inoltre Fiaso (la Federazione di Asl e ospedali) e Federsanità, «diventano nulli anche gli accordi con il personale del comparto (infermieri, tecnici, operatori socio-sanitari, ecc.) che hanno permesso la tenuta del sistema in questi anni». «Molto è stato fatto dalle Aziende per prepararsi a questo momento innovando i processi organizzativi, accorpando unità operative, rivedendo turni e organizzazione del lavoro», si ricorda nella mozione. «In carenza di personale, medici ma soprattutto infermieri, diventa però inaccettabile – per i Dg – la scelta di esporre i datori di lavoro e i loro dirigenti a situazioni spesso irrisolvibili, senza deroghe nell’immediato e coperture finanziarie e contrattuali».

    Coperture alla deroga al blocco del turn over che non possono essere quelle ipotizzate di «presunti risparmi sulla medicina difensiva», che di fatto «lascerebbero soli i dirigenti delle Aziende ad assumere personale con le risorse oggi a disposizione». Fermo restando che il positivo sblocco delle assunzioni «potrà realizzarsi solo tra alcuni mesi, dopo la conclusione dell’iter normativo e i necessari passaggi ammnistrativi, rendendo così assolutamente imprescindibile una sospensione degli effetti della norma».

    Il Sole 24 Ore sanità – 27 novembre 2015 

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