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Padova. Carne sparita per un mese da due mense universitarie. “Tolta per precauzione”. Un fornitore sotto inchiesta per vendita alimenti scadenti

Silvia Moranduzzo. È successo da un giorno all’altro: da circa un mese la carne è improvvisamente sparita dal menù dell’Esu. Le migliaia di studenti che affollano ogni giorno le mense universitarie per poter mangiare a costi ridotti (5,20 euro per un pasto completo) trovavano solo pasta, pesce e verdura.

In molti si sono lamentati, ma nessuno aveva capito che cosa stesse succedendo. Solo ieri infatti si è scoperto che la carne era stata tolta dai menù come precauzione a causa di un’indagine che ha coinvolto su tutto il territorio nazionale una serie di produttori (tra cui uno dei fornitori delle mense padovane) accusati di vendere prodotti avariati. «Abbiamo scoperto – spiega Enrico Mazzo, coordinatore di Udu Padova – che tra i fornitori delle mense Esu c’è anche un’azienda indagata per aver somministrato carni avariate e contaminate da batteri a in più di trenta mense tra scuole, ospedali, esercito e aeronautica militare». L’indagine ha coinvolto diciannove persone in sei regioni (Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Toscana) che avrebbero venduto alimenti di scarsa qualità e potenzialmente nocivi. Secondo i Nas gli alimenti non rappresenterebbero un reale pericolo di intossicazione perché le carni esaminate non sono risultate tossiche; ciò non toglie che gli stessi investigatori hanno messo in guardia i responsabili delle mense perché il consumo continuato di questi alimenti avrebbe potuto causare problemi di salute. «Questa situazione è inaccettabile – continuano gli studenti dell’Udu – Va bene che la distribuzione della carne sia stata sospesa per sicurezza, ma l’Esu doveva trovare un nuovo fornitore nel minor tempo possibile. Finché non sarà emesso un nuovo bando daremo battaglia».

L’Esu però sembra aver già trovato una soluzione al problema. «Sulle forniture ci sono dei controlli interni molto stretti e a Padova non ci sono mai stati problemi. Nel dubbio, come forma di precauzione, abbiamo immediatamente cambiato fornitore – precisa il direttore generale dell’Esu, Stefano Ferrarese –. Comunque la carne è stata tolta dai menù solo per tre settimane, per motivi di sicurezza, ed è stata sostituita con il pesce».

Il Corriere del Veneto – 19 dicembre 2017

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