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Padova. L’ospedale nel mirino dell’università I candidati: dialogo con la Regione Tenti e Rizzuto critici sull’impasse che ha bloccato la nuova struttura medica

Il caso del nuovo ospedale irrompe nella campagna elettorale per la corsa al rettorato del Bo. Ieri, al Policlinico universitario, è andato in scena il primo confronto tra i due candidati, organizzato dai dipartimenti di Medicina e di Scienze chirurgiche, oncologiche e cardiovascolari: Rosario Rizzuto (direttore di Scienze biomediche) e Paolo Tenti (docente di Ingegneria dell’informazione designato dal gruppo Horizon 2015) hanno esposto i rispettivi programmi di fronte a un centinaio di colleghi, dedicando ampio spazio alla Scuola di Medicina e al suo rapporto con il territorio.

Inevitabile il riferimento al progetto del nuovo ospedale rimasto fermo al palo in attesa di un accordo sull’ubicazione tra Comune, Regione e Università. Dopo aver bocciato Padova Ovest, il sindaco Massimo Bitonci aveva lanciato l’ipotesi di costruire il «nuovo sul vecchio» in via Giustiniani per poi fare retromarcia e indicare l’area di San Lazzaro. Il tira e molla tra i medici del Bo ha suscitato parecchi malumori. E la conferma è arrivata proprio ieri durante il dibattito sulle elezioni per il prossimo rettore in programma il 15 giugno: «Il nuovo ospedale viene spostato continuamente come una chimera sempre più lontana – attacca Rizzuto -. Ad oggi non è stato eseguito quello che ci aspettavamo, ovvero il campus, e non c’è stato nemmeno l’adeguamento tecnologico dei reparti esistenti. Nel frattempo le strutture invecchiano e si lavora sempre più in condizioni di sofferenza». Per Tenti, più che l’accordo sul luogo, conta la sostanza: «Del nuovo ospedale non interessa tanto il dove, quanto il cosa: che tipo di medicina si vuole sviluppare? Quali servizi dovrà offrire? Non sono un medico, ma sono un ingegnere. E dico che si potrà partire con la progettazione solo quando verranno chiariti questi aspetti». Su una cosa i due sfidanti sono pienamente d’accordo: per uscire dall’impasse bisogna rafforzare il dialogo con la Regione. Le ricette però sono diverse e si trasformano in terreno di scontro: Tenti propone un prorettore ad hoc per Medicina eletto dal Collegio dei clinici, mentre Rizzuto ha intenzione di occuparsi della questione in prima persona. «Gli ultimi due rettori non hanno dedicato un prorettore a Medicina – spiega Tenti -. Ma chi è al vertice non può occuparsi di tutto: l’Università è una struttura complessa, ci sono diversi livelli di intervento. Se il rettore cura i rapporti con il presidente della Regione, non può prestare attenzione anche al segretario regionale per la Sanità: bisogna rispettare le gerarchie, ci vuole una figura dedicata». «Il rettore non può delegare le questioni relative a Medicina – ribatte Rizzuto -. C’è bisogno di un interlocutore forte e credibile che assolva il suo compito istituzionale col supporto della Scuola».

Durante il confronto, comunque, non si è parlato solo di Medicina. Tenti ha puntato il dito contro i regolamenti vigenti promettendo la revisione di Senato accademico e Cda per favorire la partecipazione.. Sul fronte della ricerca, boccia i microcanali di finanziamento dei dipartimenti e i progetti strategici di Ateneo: al loro posto propone piani triennali e piattaforme per attività multidisciplinari. Rizzuto invece immagina progetti «acceleratori» per i gruppi di giovani ricercatori, e lancia l’idea di sottoporre il rettore a un question time con gli stakeholder del territorio.

Alessandro Macciò – Il Corriere del Veneto – 6 maggio 2015 

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