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Parlamento: dalle riforme al Colle. Il ministro Giannini spiega le modifiche per neo e futuri dottori. E gli Ordini non mollano la presa

Come s’era chiuso l’anno vecchio, così riapre quello nuovo. Il 2015 in Parlamento inizia come era finito il 2014: niente sanità, o quasi. Con un’audizione che promette qualche interesse, però: la ministra dell’Istruzione Stefania Giannini spiegherà martedì alle commissioni Cultura e Affari sociali della Camera cosa vuol fare il Governo sugli accessi a medicina e alle scuole di specializzazione. Solo un’audizione, è chiaro. Per il resto ancora zero assoluto, o quasi, per le leggi sanitarie in liste d’attesa.

Dalle riforme al Colle. La settimana parlamentare che si apre lunedì ha tutte le date segnate in rosso per il Governo. Per tutto il mese, fin quando cioé entreranno in aula alla Camera i grandi elettori per la scelta del nuovo presidente della Repubblica. Gli appuntamenti sono le grandi riforme: il post Porcellum con la nuova legge elettorale (al Senato) e l’addio al Senato e al bicameralismo perfetto, con tanto di nuovo titolo V (alla Camera) della Costituzione. Sono i due grandi eventi politici che calamiteranno tutto quanto, mentre il Governo cercherà di sminare in qualche modo la strada alla delega per la riforma della Pa (ancora al Senato), di trovare spazio alle norme anticorruzione (Camera) e alla responsabilità civile dei magistrati (ancora alla Camera). Questi gli snodi politici legislativi essenziali per il Governo in Parlamento in un gennaio che su annuncia decisamente bollente.

Camera, via al Milleproroghe. Davanti alla grande politica, tutto il resto, o quasi, s’inchina in Parlamento. E la sanità continua a restare in coda, come da tempo accade del resto. Anche se è parte di qualche provvedimento tra i più gettonati della ripresa parlamentare, come il Dl milleproroghe che questa settimana avvia il suo cammino dalla Camera. Da segnalare così in primo piano l’audizione della ministra dell’Istruzione Stefania Giannini (martedì alle 14.30). E alla Camera i comitati ristretti alla Affari sociali su responsabilità professionale delle professioni sanitarie (martedì) e sul “dopo di me” (mercoledì). Per la riforma del terzo settore, invece, sempre la Affari sociali giovedì riprende in sede referente.

Senato, gli Ordini non mollano la presa. Più scarno il calendario della commissione Igiene e sanità del Senato: un bel gruzzolo di audizioni e il parere sul nuovo decreto Ilva. Niente di più. Dalla commissione Bilancio sono attesi sempre i pareri sugli emendamenti all’omnibus Lorenzin, grande incompiuta della Legislatura: è in Parlamento già da 325 giorni. Inutilmente. Ma ora gli Ordini professionali vanno alla carica… e sperano di bypassare i desiderata del commissario Anticorruzione di fare piazza pulita di doppie occupazioni di poltrone, di Ordine e di cariche politiche. Ma sarà una battaglia difficile. Per inciso, i presidenti-senatori si sono distinti finora soprattutto nel rappresentare-difendere con emendamenti (e dunque opere di legge) gli interessi delle “loro” categorie.

Buon anno nuovo.

(R.Tu.) – Il Sole 24 Ore sanità – 10 gennaio 2015 

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