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Parmalat, la cordata italiana c’è. Le banche inviano lettera cda

Da Intesa SanPaolo, Unicredit e Mediobanca offerta ai consiglieri la base per decidere sul rinvio dell’assemblea

MILANO – L’alternativa italiana a Lactalis per Parmalat c’è e venerdì mattina arriverà sul tavolo del consiglio d’amministrazione del gruppo di Collecchio una lettera che offrirà ai consiglieri la base per decidere sul rinvio dell’assemblea come permette loro la nuova normativa varata dal governo. Il documento, riferiscono più fonti, è pronto e verrà spedito da Intesa SanPaolo, Mediobanca e Unicredit. Lo riferiscono all’Ansa fonti finanziarie. Con questa lettera, viene spiegato, si informa il cda di Parmalat che i tre istituti di credito intendono prestare consulenza nella strutturazione di un’operazione che sia coerente con il provvedimento adottato dal consiglio dei Ministri. In particolare, nella missiva si afferma che è stata individuata un’alternativa di lungo periodo e di stampo italiano.

NUOVA SPONDA – Una nuova sponda dunque alla discesa in campo di una cordata italiana che sfidi i francesi di Lactalis che possiede il 29,9% dell’azienda di Collecchio è stata offerta proprio dal via libera del consiglio dei ministri al Tesoro a «predisporre e attivare strumenti di finanziamento e capitalizzazione, analoghi a quelli in essere in altri Paesi europei» mirati ad «assumere partecipazioni in società di interesse nazionale rilevante in termini di strategicità del settore, di livelli occupazionali». Parmalat, ha esplicitamente indicato il consiglio dei ministri, «è inclusa nella casistica». Al consiglio serve una proposta che risulti concreta, ma più fonti escludono che già venerdì possa essere presentato un documento dettagliato, tanto perchè il progetto risulta ancora in fieri quanto per conservare carte a sorpresa da utilizzare a fronte di possibili contromosse di Lactalis. I lavori di legali e manager proseguiranno verosimilmente fino all’ultimo (il cda di Parmalat è convocato per la tarda mattinata).

Corriere.it – 31 marzo 2011

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