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Pensioni, 14 categorie senza scatto automatico d’età. Potrebbero salvarsi circa il 10% dei lavoratori interessati

Nonostante i tecnici del governo si siano impegnati a presentare oggi una proposta sulle categorie (saranno 14) da esentare dall’aumento dell’età pensionabile a 67 anni, quello che è emerso ieri dall’incontro fra gli stessi tecnici e quelli dei sindacati è che non sono disponibili dati pronti all’uso sulle aspettative di vita in base al lavoro svolto.

Questo ovviamente rende più difficile tradurre in legge l’affermazione sulla quale anche il governo concorda, cioè che non tutti i lavori sono uguali e che quindi quelli che accorciano di più la speranza di vita dovrebbero essere esclusi dall’aumento dei requisiti per la pensione.

Per ora lo sono solo quelli che rientrano nelle categorie del lavoro usurante. Il governo sarebbe disponibile a estendere l’esenzione anche ad altre 14 categorie: le 11 categorie che hanno accesso all’Ape social (che però scade alla fine del 2018), alle quali si aggiunge-rebbero i marittimi, i siderurgici e gli agricoli.

Per essere esentati, bisognerebbe però aver svolto queste attività almeno negli ultimi sei anni su sette di lavoro. Con questa proposta, secondo il governo, potrebbero salvarsi dallo scatto dei requisiti per la pensione circa il 10% dei lavoratori interessati.

Molto insoddisfatta la Cgil. Secondo Susanna Camusso, se Palazzo Chigi non concederà di più, è meglio rinviare la partita al prossimo governo, visto che l’aumento a 67 anni dell’età per la pensione dovrà scattare, secondo la legge, dal primo gennaio 2019.

La Cisl è invece contraria al rinvio e vuole sfruttare tutta questa settimana di trattativa per tentare nel vertice di lunedì col premier Paolo Gentiloni di raggiungere l’intesa.

La Uil dice che bisognerebbe formare una commissione di esperti sull’aspettativa di vita. Difficile che se ne esca bene.

Intanto, sul fronte della riduzione del debito pubblico, il Tesoro sta studiando la cessione entro l’anno a Cassa depositi e prestiti dell’intera quota in Enav e di una parte, da definire, della partecipazione del 4,3% detenuta in Eni.

Pensioni. Oggi la proposta del governo al nuovo round tecnico con i sindacati
Pensionamento a 67 anni, esenzione per 15-17mila
L’esenzione dall’aumento dell’età di pensionamento a 67 anni, dal 2019, per una serie di categorie di lavoratori impegnati in attività gravose. Un elenco più ampio di quello attualmente previsto per l’Ape sociale e che potrebbe arrivare a includere tra i 15 e i 17mila lavoratori l’anno comprendendo anche gli operai agricoli, i siderurgici e i marittimi. Resta questo l’obiettivo governativo del confronto tecnico-politico aperto ieri a palazzo Chigi con i sindacati, un dossier cui si potrebbe aggiungere un piccolo ritocco al meccanismo di adeguamento automatico legato all’aspettativa di vita. Oggi i dettagli di questo intervento saranno illustrati dai tecnici dell’esecutivo nel nuovo round con i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil che, ieri, hanno dato giudizi diversi sull’avvio del confronto. Che dovrebbe concludersi il 13 novembre.
Per la Cgil l’incontro «è partito in salita» tanto è vero che secondo Susanna Camusso sarebbe meglio «studiare gli emendamenti sul rinvio» già presentati al dl fiscale. Anche per Domenico Proietti (Uil) «la strada è molto in salita», mentre la Cisl ribadisce che metterà «il massimo impegno» per giungere a una soluzione condivisa.
Ieri di pensioni ha parlato anche la direttrice generale di Confindustria, Marcella Panucci, nel corso di un’audizione al Senato sulla manovra. È apprezzabile – ha affermato – «che il Governo sia riuscito finora a respingere le richieste in materia di età pensionabile, che avrebbero un impatto significativo sul deficit pubblico». Sempre in audizione sul Ddl di Bilancio il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, ha invece segnalato due problemi. Il primo: per valutare eventuali esclusioni dallo scatto automatico dell’età pensionabile «non basta stabilire le categorie, bisogna valutare anche i percorsi lavorativi». Il secondo: «Al momento -ha aggiunto – non abbiamo un quadro praticabile di informazioni ed è necessario ricostruire la vita lavorativa delle persone, questa operazione va messa in piedi, va organizzata con un progetto ad hoc».
Dal Parlamento continuano ad arrivare segnali di apertura anche sull’ampliamento della platea dei lavoratori da esentare dallo scatto dell’età: «Se serve modificare la norma sull’Ape social, per ricomprendere altri lavori, siamo disponibili», ha affermato Giorgio Santini, capogruppo Pd in Commissione Bilancio in Senato. Sempre dalle audizioni di ieri, infine, è arrivata la notizia che Abi ha chiuso sulla convenzione per l’avvio dell’Ape volontario. «Abbiamo fatto tutto il possibile, ora siamo pronti con il testo della convenzione, anche prima dei trenta giorni. Ma obiettivamente il decreto con le indicazioni operative è arrivato all’ultimo momento e per le banche si tratta di offrire un prodotto, quindi non potevamo essere pronti prima. Abbiamo seguito passo passo e ora siamo pronti» ha detto il direttore generale Giovanni Sabatini .
Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore – 7 novembre 2017

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