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Pensioni, la finestra è mobile. Ma anche più lunga

A partire dal 1 gennaio 2011 (per chi va in pensione da tale data in poi), è in vigore una diversa decorrenza delle pensioni, di tutte le pensioni (anzianità, vecchiaia)

Al posto delle «finestre» rigide, infatti, è diventata operativa la cosiddetta «finestra mobile» o «a scorrimento», che prevede la decorrenza del pensionamento non ad epoche prestabilite (trimestre, semestre ecc.), ma a distanze fisse e certe: dopo 12 mesi nel caso dei lavoratori dipendenti e dopo 18 mesi nel caso dei lavoratori autonomi. In particolare, le pensioni decorrono dal primo giorno del mese successivo alla scadenza dei predetti termini. Un esempio. I requisiti di pensionamento vengono perfezionati entro il corrente mese di agosto? La pensione decorrerà dal 1 settembre 2012 al lavoratore dipendente ovvero dal 1 marzo 2013 al lavoratore autonomo. Altro esempio. Al lavoratore dipendente che abbia raggiunto la «quota 96», con 36 anni di contribuzione e 60 anni di età, il 30 giugno 2011, la pensione decorrerà dal 1 luglio 2012. Cosa è cambiato rispetto al passato? E cambiato che deve lavorare sei mesi in più, perché con le vecchie regole (vigenti fino al 2010), avrebbe ottenuto la liquidazione del primo assegno di pensione dal 1 gennaio 2012. Ancora un altro esempio. La lavoratrice dipendente che ha compiuto 60 anni il 23 marzo 2011 avendo maturato 21 anni di contributi, percepirà la sua prima pensione il 1 aprile 2012; con le vecchie regole, avrebbe già incassato il primo assegno di pensione

lo scorso mede di luglio 2011 e invece deve lavorare dieci mesi in più. Le cose stanno un poco peggio per chi vuole andare in pensione con 40 anni di contributi: l’attesa alla «finestra», infatti, è più lunga. Dal prossimo anno, in particolare, chi matura la pensione con il massimo dei contributi (appunto, con i 40 anni di servizio) dovrà lavorare un mese in più per poter incassare il primo assegno di pensione, ossia 13 mesi se è un lavoratore dipendente 19 mesi se è lavoratore autonomo; dal 2013 dovrà lavorare due mesi in più (ossia, rispettivamente, 14 e 20 mesi) e a partire dal 2014 tre mesi in più (ossia 15 e 21 mesi). Con questa misura, la manovra di luglio (legge n. 111/2011) ha colpito, sul triennio 2012/2014, circa 115 mila lavoratori vicini alla pensione (80 mila dipendenti e 35 mila autonomi). La novità si applica a coloro che maturano il requisito dei 40 anni dal prossimo anno (2012); resta fuori pertanto chi i 40 anni riesce a raggiungerli entro la fine del 2011, nonché speciali categorie di lavoro nel limite di 5 mila unità.

ItaliaOggi 22 agosto 2011

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