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    Manovra, il sì entro il 4 settembre. Ritocchi alle pensioni

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche24 Agosto 2011Nessun commento4 Minuti di lettura
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    1a1aaaaaaaaaapensioni_anzianitaRitocchi alle pensioni, sul tavolo anche la riforma Maroni del 2004 modificata da Prodi sempre più concreta l’ipotesi di aumento delle due aliquote iva piu’ alte. Manovra, governo e maggioranza  accelerano. Obiettivo: approvare il decreto bis al Senato entro domenica 4 settembre, bruciando sui tempi anche la Cgil che ieri ha fissato il suo sciopero generale per martedì 6 settembre, con lo scopo dichiarato di condizionare la discussione in Aula. E invece il governo, per quella data, dovrebbe aver già chiuso la partita, perché nel successivo passaggio del decreto alla Camera non saranno permessi cambiamenti. Le modifiche, quindi, dovranno essere decise tutte a Palazzo Madama.

    I dossier aperti sono molti, dal contributo sui redditi oltre 90 mila euro alle pensioni, dall’Iva ai tagli dei trasferimenti agli enti locali. Il cosiddetto contributo di solidarietà quasi certamente sarà rivisto, se non eliminato. Ieri tra l’altro ha ricevuto numerose critiche tecniche dal rapporto del servizio Bilancio del Senato. Il prelievo sui redditi alti vale 674 milioni di euro di maggiori entrate nel 2012, 1,5 miliardi nel 2013 e 1,5 miliardi nel 2014. Entrate I commercianti I commercianti sono contrari all’aumento dell’Iva perché temono un effetto negativo sui consumi Donne in pensione Aumentare l’età pensionabile delle donne porterebbe in 12 anni a un risparmio di 24 miliardi alternative, anzi molto superiori, si potrebbero trovare con una manovra sull’Iva o sulle pensioni, che fornirebbe risorse anche per alleggerire di 1- 2 miliardi il taglio dei trasferimenti ai Comuni, che altrimenti nel 2012 peserà per 6 miliardi.

    Iva più alta Nelle ultime ore ha preso quota un aumento di un punto dell’Iva ( ma non è esclusa anche una frazione di punto: 0,2- 0,5), in particolare sulle due aliquote più alte, che potrebbero così salire all’ 11%, con un maggior gettito di 875 milioni, e al 21%, per entrate che qui addirittura salirebbero di 5 miliardi, secondo le stime dei tecnici. Renderebbe invece solo 134 milioni un aumento dell’aliquota più bassa, oggi al 4%, applicata sui generi di prima necessità. La manovra sull’Iva è osteggiata dalle associazioni dei commercianti, che temono un effetto negativo sui consumi. Per bilanciare l’operazione e far digerire agli esercenti un eventuale aumento dell’Iva ecco che allora in ambienti del governo spunta l’ipotesi di una riduzione delle agevolazioni fiscali sulle cooperative ( deduzioni dal reddito d’impresa e parziale esenzione dell’Ires) 5 che valgono 715 milioni di euro, secondo i calcoli dei tecnici.

    Pensioni d’anzianità È vero, c’è il leader della Lega, Umberto Bossi, contrario a nuovi interventi. Ma non bisogna dimenticare che nel Carroccio c’è anche Roberto Maroni. Il ministro dell’Interno, in particolare, non ha digerito che il governo Prodi abbia abbassato, nel 2007, lo « scalone » sull’età pensionabile che Maroni, nel 2004 da ministro del Lavoro, aveva stabilito con la sua riforma, allora votata tra l’altro anche dall’Udc e dai finiani, oltre che dalla Lega. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi dell’anticipo di quota 97 per andare in pensione d’anzianità ( 61 anni d’età e 36 di contributi o 62+ 35) dal 2013 al 2012. Ma l’intervento non si limiterebbe a questo. Nel fascicolo pensioni un’ipotesi prevede anche che la quota 97 salirebbe di uno ogni anno fino a quota 100 nel 2015, anno dal quale si potrebbe andare in pensione soltanto avendo 65 anni d’età ( vecchiaia) o 40 di contributi ( anzianità). Nel quadriennio i lavoratori colpiti ( ritardo nel pensionamento rispetto alle regole attuali) sarebbero 120 mila, ma i risparmi notevoli: 3 miliardi fino al 2016 e poi tra 1,7 e 1,9 miliardi l’anno. Un’altra ipotesi, la più drastica, stima gli effetti di un blocco triennale di tutte le pensioni d’anzianità, anche di quelle con 40 anni di contributi: colpirebbe 400 mila lavoratori e farebbe risparmiare 12 miliardi.

    Donne a 65 anni Una montagna di soldi potrebbe valere anticipare dal 2016 al 2012 il percorso di aumento dell’età pensionabile delle donne del privato a 65 anni. Sarebbero colpite 80 mila lavoratrici. E in dodici anni, dal 2013 al 2024, si risparmierebbero 24 miliardi. Ancora di più se l’anticipo del percorso al 2012 fosse accompagnato da una sua accelerazione ( 65 anni nel 2020 anziché nel 2024). Infine, anche se non se ne parla più, la Lega starebbe studiando la patrimoniale sul lusso ( ville, yacht, eccetera) proposta da Roberto Calderoli e sostenuta dal leader della Cisl Bonanni.

    Corriere.it – 24 agosto 2011

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