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Personale del Policlinico San Marco. «Licenziati siano assunti dall’Asl»

«Assumere in seno all’Asl 12 il personale licenziato dal Policlinico San Marco, per far fronte anche alle problematiche della pianta organica del servizio pubblico». Questa la ricetta dei Cobas Sanità, molto critici con quanto sta accadendo in questi mesi e che, dopo il volantinaggio di lunedì scorso, non escludono nuove iniziative.

«Siamo molto preoccupati per tutto quel che sta avvenendo», prosegue Paola Gasbarri, referente locale. «Non riteniamo il Policlinico quale primo nemico, per il semplice fatto che è la Regione la prima responsabile di quanto sta accadendo. La politica del ridurre budget, posti letto e servizi non paga, in primo luogo verso i cittadini, quindi verso una struttura che poi finisce per ridimensionarsi. Diciamo che deve essere l’ Asl 12 ad assumere i 43 addetti rimasti senza lavoro perché dal 2006 la pianta organica è bloccata, nonostante poi sia stato anche aperto l’ospedale dell’Angelo. All’epoca si era calcolato che, tra ospedali di Venezia e Mestre e servizi territoriali, mancavano qualcosa come 500 addetti. La situazione non è cambiata, pertanto mancano soprattutto infermieri. Basta pensare all’assistenza domiciliare infermieristica. Quel che serve è una reale volontà politica di cambiare le cose. Quando sono stati chiusi i Pronto soccorso di Policlinico e Villa Salus, il personale è stato assorbito nel settore pubblico. Va fatto anche ora, in particolar modo perché è gente che non ha neppure la copertura della cassa integrazione, e ci sono esperienza e conoscenza da non disperdere». Entro il 10 giugno c’è il concreto rischio che anche gli ultimi undici addetti, tra infermieri e operatori sociosanitari, vengano lasciati a casa andando a completare il piano di riorganizzazione previsto dal Policlinico San Marco alla luce dei tagli per 10,5 milioni di euro imposti dalla Regione al budget per le attività convenzionate con la clinica di via Zanotto. «Se guardiamo poi alla nuova gestione dell’Asl 12, il giudizio rimane nel complesso negativo», conclude la rappresentante dei Cobas Sanità veneziani. «I tagli di posti letto sono sempre dietro l’angolo, ma non c’è una presa di posizione decisa per evitarli. Va protetto il patrimonio immobiliare, ridotto il numero di consulenze e dirigenti. Il tutto a favore dei servizi al cittadino e delle condizioni di lavoro del personale».

La Nuova Venezia – 31 maggio 2013

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