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Peste suina africana. Le analisi dimostrano che i casi in Piemonte e Liguria non sono collegati a quelli nel Lazio dovuti a introduzioni del virus di provenienza diversa

Dal 26 luglio al 2 agosto nessun caso nuovo registrato in Italia. Inoltre, i casi delle due Regioni colpite non sono collegati.

mappe aggiornate al 27 luglio 2
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Le indagini genetiche condotte dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Abruzzo e Molise che ha sede a Teramo, hanno stabilito con certezza che il focolaio di Peste Suina Africana (PSA) che ha colpito i suidi a Roma e nel Lazio è di un cluster di differente genotipo virale rispetto al cluster responsabile della diffusione della malattia in Piemonte e Liguria.
Le analisi dimostrano senza ombra di dubbio che i due focolai non sono collegati tra loro in quanto dovuti a introduzioni del virus di provenienza diversa.

«È un dato positivo – dichiarano il Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute delegato all’emergenza PSA, Andrea Costa e il Commissario straordinario all’emergenza PSA, Angelo Ferrari -, che dimostra l’efficacia delle azioni di contenimento e isolamento realizzate sul territorio piemontese e ligure in materia di controllo e contrasto alla diffusione della malattia. La differenza tra i due virus, infatti, è stata riconosciuta anche a livello biomolecolare. Pur appartenendo allo stesso ceppo i due virus, infatti, presentano mutazioni differenti».

Quello fornito dall’Istituto di Teramo è un dato incoraggiante nella lotta per l’eradicazione della malattia e dimostra la bontà dell’opera svolta dalla rete nazionale degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali.

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Martedì, 2 agosto 2022/Italia. https://www.izsplv.it/it/

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