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Petrini (Slow Food) al Forum internazionale dell’Expo: riconciliamoci con la terra. Nell’agricoltura c’è la nostra storia

Stefano Rizzato. «Ad alimentare la maggioranza dei viventi sono loro: i piccoli produttori e 500 milioni di aziende a conduzione familiare. Contadini, pescatori, nomadi, artigiani. E il paradosso è che sono i più sfruttati, strangolati da un mercato libero che libero non è per nulla». Lo va ripetendo da anni Carlin Petrini e non ha paura di ripeterlo – a voce tonante – anche davanti a ministri e politici. Per farlo il fondatore di Slow Food è tornato ieri ad Expo, invitato a parlare al Forum Internazionale dell’agricoltura, davanti a 50 ministri e 370 delegati di 115 Paesi.

Colpe politiche

Quello di Petrini è stato un misto tra un appello e un rimprovero. Ai politici del mondo – alcuni di Paesi che non partecipano ad Expo – ha chiesto di non dimenticare il lavoro di frontiera alle radici del cibo. «È importante – ha detto – che la governance internazionale abbia a cuore i contadini e non viva del feticcio di un libero mercato che per loro è letale. Vi prego: siate attenti a questo. I piccoli produttori sono i più deboli, non hanno la forza dei potentati dell’industria e delle multinazionali. E va riconosciuto anche il loro diritto a essere proprietari dei semi, che devono rimanere patrimonio delle comunità e non essere frutto di profitto».

La terra non è «una serva»

L’altra volta che era stato tra i padiglioni dell’esposizione universale, Petrini aveva scatenato il primo incidente diplomatico di Expo, attaccando McDonald’s per il panino e la carne low cost. In quell’occasione il fondatore di Slow Food aveva accennato anche alla futura enciclica di Papa Francesco come a una grande rivoluzione in arrivo. «Negli ultimi 30 anni – ha aggiunto ieri Petrini – è successa una cosa gravissima. Abbiamo trattato la terra come una serva e non come una madre, come la chiamava Francesco d’Assisi. Abbiamo il dovere di riconciliarci con la terra, e questa è la vera politica. Parlate con i contadini e con i pastori. Non considerate l’agricoltura una questione economica. Non è la siderurgia. Nell’agricoltura ci sono la nostra storia, la memoria, la spiritualità, il canto, la poesia».

Il ministro Martina

Per una volta, quella di Petrini è destinata a non rimanere una voce isolata sotto il cielo di Expo. A parlare degli ultimi ci sarà oggi anche l’ex presidente del Brasile Lula, che alle 11 chiuderà i lavori del Forum agricolo. Proprio mentre ad Expo arriverà il Presidente della Repubblica italiano Sergio Mattarella. Ad aprire l’evento è stato invece il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. Che ha ricordato il ruolo dei produttori locali nell’obiettivo di sfamare il pianeta: «Dobbiamo rendere i piccoli più forti – ha ricordato anche lui – e imparare a fare di più con meno risorse. Expo ci deve aiutare a costruire soluzioni concrete».

La Stampa – 5 giugno 2015 

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