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Pettenò (Fsv): maggioranza trasversale per mantenere Usl a discapito servizi

E’ un commento molto critico quello dato dal consigliere della FSV, Pietrangelo Pettenò, all’esito del voto del Consiglio regionale sul tema della riorganizzazione delle Ulss del Veneto.

 “Una maggioranza consiliare trasversale – dichiara Pettenò – ha bocciato perfino la richiesta di approfondire il tema della riorganizzazione delle Aziende Ulss al fine di ridurne il numero, recuperando così risorse da destinare al mantenimento dei servizi per i cittadini. Figurarsi – ribadisce – se poi si arriverà alla riduzione del numero, diventato spropositato, di ben 21 Ulss, 2 Aziende Ospedaliere, 1 Istituto Oncologico, complessivamente 24 Aziende per più di 100 vertici dirigenziali dal ricco stipendio annuale. Una organizzazione territoriale – precisa – che sembra ormai rispondere più alle logiche della spartizione politica, che a quella della efficienza dei servizi da erogare ai cittadini. Una maggioranza allo sbando, con lotte interne ormai alla luce del sole, ma salvata dalla “stampella” di una parte dell’opposizione PD e UDC. Una prova di Governo Monti anche in Veneto? Speriamo sia solo una svista legata alle tante pressioni che da molte parti arrivano quando si tratta delle solite “careghe” da distribuire. Il voto – ribadisce Pettenò – ha dimostrato in modo palese chi vuole conservare lo status quo di un’organizzazione ormai superata ed indifendibile. Si sciolgono le Province e si riducono le assemblee elettive dei comuni per risparmiare risorse, di fatto impedendo ai cittadini di partecipare al governo del territorio, ma poi si mantengono intatte aziende, enti e strutture intermedie. Insomma – dichiara l’esponente della FSV – il potere non si deve scalfire, questo è il risultato di quanto emerge dal Consiglio regionale del Veneto. Non ci fermeremo qui ed annunciamo proposte di iniziative popolari per scalfire gli interessi consolidati e ridurre sprechi di risorse pubbliche in modo da garantire i servizi socio sanitari. Prima di tagliare servizi nei territori, chiudere o depotenziare strutture ospedaliere, si debbono ridurre le Ulss.”

15 giugno 2012

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