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Pfas, sistemare gli acquedotti costerà più di 200 milioni. Intanto, si stringe un patto fra enti per la prevenzione e la bonifica

Con a capo la Regione, Provincia di Vicenza, Arpav e Comune di Trissino dettano i tempi sull’emergenza Pfas. Dopo quanto scoperto dai carabinieri del nucleo operativo ecologico (che sono tornati a Trissino anche lo scorso giovedì), ovvero come sintetizza la Provincia vicentina in un documento, che «le attività di indagine ambientale e di messa in sicurezza della Miteni attuate dalla ditta non abbiano tenuto conto di tutte le indagini svolte nel sito dagli anni ‘90 in poi» i quattro enti si mettono assieme.

Lo scopo, messo nero su bianco in un protocollo d’intesa in via di sottoscrizione, è quello di «coordinare le attività di prevenzione, caratterizzazione e bonifica dell’area inquinata dell’industria». E, nella pratica, si farà attraverso un tavolo di coordinamento che entro 60 giorni dalla firma del protocollo dovrà aver già prodotto un documento con le «prescrizioni per l’aggiornamento del piano di caratterizzazione dell’area». Si tratta dell’industria chimica Miteni di Trissino messa sotto la lente d’ingrandimento dall’Arpav per lo sversamento, negli anni passati, delle sostanze perfluorialchiliche (Pfas) che hanno contaminato la falda. Oltre al rischio per la salute di 127mila cittadini che abitano nelle zone colpite dall’inquinamento (tra l’Ovest Vicentino, la Bassa Padovana e la Basso Veronese) ora sotto monitoraggio sanitario, in ballo c’è anche il rifacimento delle infrastrutture idriche per assicurare l’uscita di acqua pulita dai rubinetti, per un costo stimato in oltre 200 milioni di euro.

Secondo l’impegno sancito nel protocollo, la Regione Veneto, la Provincia di Vicenza, il Comune di Trissino e l’Arpav concordano «sulla necessità di aggiornare la strategia sia di breve che di medio-lungo periodo che impegni tutti i soggetti sottoscrittori ad intraprendere, ognuno in relazione alle specifiche responsabilità e competenze, azioni incisive e coordinate per la bonifica del sito, con riferimento a tutte le matrici ambientali interessate (aria, suoli, acque superficiali e sotterranee), nonché per il loro monitoraggio e controllo». Il riferimento è sia all’elenco delle prescrizioni da inserire nel piano di caratterizzazione che all’autorizzazione integrata ambientale (Aia) a cui è soggetta Miteni, al momento in fase di aggiornamento e riesame da parte della Provincia di Vicenza.

Anche il Comune di Trissino rientra nel protocollo, dato che ha in capo le azioni amministrative per la bonifica dei siti inquinati. Il tutto, come riassunto nelle premesse dell’accordo, perché «la vastità del problema e il coinvolgimento di diversi enti rendono necessaria un’azione comune e concertata per un efficace ed efficiente utilizzo delle risorse pubbliche».

Elfrida Ragazzo – Il Corriere del Veneto – 2 luglio 2017

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