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Piano nazionale residui, il Minsalute pubblica la relazione 2016. Analizzati 62.755 campioni, non conformità pari allo 0,12% del totale

La Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Minsalute ha pubblicato la relazione finale in attuazione del Piano nazionale per la ricerca dei residui nel 2016. In totale sono stati analizzati 61.755 campioni, prelevati nell’ambito delle attività di Piano (41.082 campioni), Extrapiano (10779 campioni) e Sospetto (9894 campioni). Nel 2016 i campioni del Piano mirato che hanno fornito risultati irregolari per la presenza di residui sono stati complessivamente 49, pari allo 0,12 % del totale dei campioni analizzati. L’andamento delle attività per ciò che riguarda il numero dei campioni analizzati e delle non conformità riscontrate è in linea con il trend degli ultimi anni.

Anche la percentuale di non conformità registrata nel 2016 per antibiotici (0.13 %), rispetto al numero totale di campioni analizzati per questa categoria di sostanze, si posiziona su valori che si mantengono costanti negli anni.

Le attività di Extrapiano sono effettuate nei casi di specifiche esigenze nazionali o locali, al fine di intensificare i controlli per la ricerca di gruppi di residui o di sostanze in specie/categorie animali, prodotti di origine animale/matrici, già previsti dal piano. Anche i campioni programmati come Extrapiano sono mirati.

Le non conformità sono da attribuirsi prevalentemente alle sostanze appartenenti alla categoria B3 (altre sostanze e agenti contaminanti per l’ambiente) con 20 campioni non conformi (prevalentemente a causa dell’aflatossina M1 nel latte, e a seguire di elementi chimici e pesticidi organoclorurati) seguite dalle sostanze B1 (sostanze antibatteriche, comprese sulfamidici e chinolonici) con 8 campioni non conformi.

Il Piano su Sospetto prevede il prelievo di campioni nei casi in cui ci sia motivo di sospettare la presenza di residui (clinico-anamnestico). In attuazione del campionamento su sospetto, sono stati riscontrati 100 campioni non conformi, pari a 1.1 % del totale dei campioni analizzati, tutti per le sostanze del gruppo B.

Nel 2016 per tutti i settori produttivi è stato superato il numero minimo di campioni da analizzare richiesto dalle norme comunitarie, fatta eccezione per la Selvaggina cacciata che continua a rappresentare, negli anni, una criticità, anche se nel 2016 si registra un miglioramento rispetto agli anni precedenti.

Anche nel settore Uova è stato superato il numero minimo di campioni da analizzare richiesto dalle norme comunitarie, sebbene non sia stato rispettato il requisito secondo cui “almeno il 30% dei campioni deve essere prelevato da centri di imballaggio che presentano la più significativa percentuale di uova destinate al consumo umano”. Infatti, sono stati prelevati 222 campioni presso i centri di imballaggio, pari a circa il 15% dei campioni totali.

Il Piano Nazionale Residui (di seguito PNR) è un piano di sorveglianza che si attua durante il processo di allevamento degli animali e nella prima trasformazione dei prodotti di origine animale, per la ricerca dei residui delle sostanze farmacologicamente attive e dei contaminanti negli animali vivi, nei loro escrementi e nei liquidi biologici, nonché nei tessuti, nei prodotti di origine animale, negli alimenti per animali e ell’acqua di abbeveraggio.

Il piano si realizza al fine di svelare i casi di somministrazione illecita di sostanze vietate, di somministrazione abusiva di sostanze autorizzate a condizioni diverse da quelle autorizzate e di verificare la conformità dei residui di medicinali veterinari con i limiti massimi di residui (LMR) fissati nell’allegato del regolamento (UE) n. 37/2010 e delle quantità massime di antiparassitari e di contaminanti ambientali fissate dalla normativa europea e nazionale.

Il campionamento è eseguito in maniera imprevista, inattesa e in momenti non fissi e in giorni non particolari della settimana, ad intervalli variabili distribuiti sull’intero arco dell’anno, adoperando ogni precauzione atta a garantire che il “fattore sorpresa” nei controlli sia costante.

27 giugno 2017

 

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