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Pignorato lo stipendio all’assessore Coppola. L’esponente politico non ha rimborsato le spese sostenute per le perizie tecniche dall’avversario che l’ha fatta decadere

Nonostante la Corte d’appello di Venezia con la sua sentenza abbia dichiarato la sua decadenza tanto che Marialuisa «Isi» Coppola ha dovuto lasciare il Consiglio regionale nel novembre scorso, l’esponente di Forza Italia continua a percepire la stessa indennità dei suoi ex colleghi consiglieri poco più di ottomila euro al mese – grazie al presidente della giunta Luca Zaia, che l’ha mantenuta al suo posto di assessore regionale all’economia e sviluppo.

Cosi, nei giorni scorsi l’ufficiale giudiziario ha pignorato presso la Regione l’indennità della Coppola per 12 mila euro, insomma lo stipendio di un mese più la metà di un altro. Ad ottenerlo è stata l’avvocato Mariagrazia Romeo per conto di Luca Rossetto, l’elettore di Rovigo che ha vinto la causa, finita addirittura per due volte davanti alla Corte di Cassazione, al termine della quale i giudici hanno spiegato che Isi Coppola non ha raccontato il vero, sostenendo di aver rispettato il massimale di spesa previsto per la campagna elettorale al termine della quale è stata eletta a palazzo Ferro Fini, quella del 2010. Il tetto da rispettare sarebbe stato quello di 40 mila euro, ma il perito nominato dalla Corte d’appello di Venezia ha stabilito che l’ex consigliera regionale del centro destra aveva speso almeno 200 mila euro, dimenticandosi di dichiararne ben 160 mila.

 La Corte d’appello lagunare, oltre alla decadenza e al pagamento di una sanzione amministrativa di 110 mila euro, aveva posto «a carico di Coppola le competenze di consulente tecnico d’ufficio con onere di rimborso di quanto eventualmente anticipato da Rossetto». E quest’ultimo aveva presentato un conto di ottomila e 262 euro, che nello scorso febbraio ha chiesto all’assessore regionale di restituirgli. Ma quei soldi non li ha mai visti, così è ricorso allo stesso legale veneziano che per ben due volte era riuscita a convincere i giudici romani della Cassazione delle sue ragioni. L’avvocato Romeo ha subito chiesto un atto di pignoramento presso terzi, in questo caso l’ente che versa ogni mese l’indennità all’assessore, della cifra di cui l’elettore rodigino di Forza Ita lia è creditore (8262), più la metà della stessa cifra (4132), come prevede il codice di procedura civile nel caso di un pignoramento presso un terzo, per un totale di 12 mila 394 euro. Gli ufficiali giudiziari veneziani si sono mossi e nei giorni scorsi hanno notificato l’atto al presidente della giunta regionale, che non può esimersi dall’applicarlo. Adesso non c’è che da attendere quali mosse farà Isi Coppola, che Rossetto ha citato davanti al Tribunale di Venezia per il prossimo 20 aprile affinchè sia presente alle dichiarazioni dell’avvocato della Regione sulla vicenda del pignoramento.

Isi Coppola, però, a passare per insolvente non ci sta. E attacca: “Io le sentenze le rispetto. Quando ho perso la causa sono stata chiamata a pagare le spese legali, e all’avvocato Romeo che mi ha mandato un precetto ho versato nei tempi previsti 30mila euro. Per quanto riguarda il Ctu Voltan, invece di un precetto ha inviato una lettera con fattura in cui spiegava che “l’importo è a carico solidale delle parti”. Ma visto che chi vince la causa può non ottemperare, non era escluso che dovessi essere io a pagare il perito. Rossetto invece ha versato la sua parte di quella cifra che poteva fare a meno di pagare. E invece di chiedermi quei soldi, come aveva fatto il legale, mi ha mandato un precetto chiedendo il sequestro dello stipendio. Io, lo ripeto, ho perso quella causa, a mio avviso ingiustamente, e pago quello che devo pagare… Ma qui c’è dell’altro. C’è la volontà politica di tenere artificiosamente aperto il caso. Mi vogliono gettare fango addosso a ridosso della campagna elettorale…”. Ma, a quanto pare, c’è dell’altro. Il 50% a Voltan è stato versato. A Rossetto invece no, per una questione civilistica, ovvero – a quanto pare – di fatture (quelle emesse da Voltan)- delle quali non ci sarebbe stata certezza del pagamento. Insomma: chi ha pagato? L’impressione è che la vicenda aprirà un nuovo fronte. Intanto la Coppola non risparmia un paio di battute a Renzo Marangon: “Invito i polesani a guardare il consiglio regionale in streaming per vedere cosa succede…”. La replica prossimamente su questi schermi.

Il Mattino di Padova e la Voce di Rovigo – 6 marzo 2015 

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