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Prestazioni. Peschiera e Negrar vanno al Tar contro l’Ulss

Sanità privata Scontro in atto sui criteri di calcolo delle prestazioni. La legge statale e quella del Veneto sono diverse. La direzione di Bussolengo chiede la restituzione di 1 milione per le risonanze magnetiche alla colonna

Valeria Zanetti. Due ricorsi al Tar promossi da Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) regionale, insieme a Casa di cura Pederzoli, e Ariss (Associazione religiosa istituti socio-sanitari) Veneto, insieme all´ospedale Sacro Cuore di Negrar, per altrettante delibere dell´Ulss 22 di Bussolengo che, in forza di un parere della Regione, chiede la restituzione delle tariffe già saldate agli ospedali privati convenzionati per le prestazioni di risonanza magnetica alla colonna vertebrale, effettuate dal 2008 al settembre 2011.

L´Azienda sanitaria si propone di procedere al ricalcolo di quanto già versato. «In caso di mancata emissione della nota di accredito, l´Ulss provvederà al recupero coattivo in occasione del pagamento della prossima fattura utile», recitano le delibere del direttore generale Alessandro Dall´Ora. Ma i privati non ci stanno e ricorrono al tribunale amministrativo regionale. L´ammontare del contendere per il Sacro Cuore è di 310 mila euro, per la Pederzoli di oltre 764mila euro.

La richiesta di ricalcolo non riguarda solo i due ospedali veronesi, ma anche altre strutture ospedaliere e ambulatoriali venete che hanno impugnato le pretese restitutorie delle rispettive Ulss: dal presidio ospedaliero di Abano Terme, al poliambulatorio Arcella e al gruppo Imed di Padova, dall´ Euganea Medica, al Centro Medico di Rovigo, solo per fare alcuni esempi. Aiop e Aris si sono costituite in giudizio a difesa degli interessi legittimi delle strutture associate.

Nel caso specifico di Pederzoli e Sacro Cuore, però, oltre al merito (ovvero le modifiche di calcolo introdotte su prestazioni erogate, verificate e già liquidate) è stato contestato anche l´ammontare richiesto. «Va premesso», spiegano da Aiop, «che le prestazioni rese dalle strutture private sono remunerate applicando uno sconto sulla tariffa (per effetto della Finanziaria 2007, ndr) e, in caso di superamento del budget, scatta un ulteriore abbattimento. Ciononostante l´Uss 22 pretenderebbe la restituzione di una somma superiore a quella realmente liquidata per effetto degli sconti e degli abbattimenti applicati».

«La questione è complessa e nasce dall´interpretazione divergente tra norma nazionale e regionale», riassume Vittorio Morello, presidente di Aiop veneto. In pratica il parere regionale su cui si basano le richieste delle Ulss sostiene, in contrasto con le disposizioni entrate in vigore dal primo ottobre 2011 con l´adozione del nuovo nomenclatore tariffario, che una risonanza magnetica alla colonna vertebrale si liquidi come prestazione unica e non sulla base dei tratti indagati. «Tuttavia la vicenda, inserita nel generale contesto di spending review, fa emergere la volontà di Venezia di recuperare tutto il recuperabile, anche a costo di aprire vertenze lunghe e dall´esito incerto», conclude Morello.

L’Arena – 11 aprile 2013

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