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Prezzi cambiano abitudini. Pasta e riso adesso si comprano sfusi

In un supermercato della città c’è un’intera corsia riservata ai prodotti che vengono venduti senza alcuna confezione. Si usano le buste di plastica e la bilancia. I prezzi fanno cambiare abitudini. I maccheroni “sciolti” costano soltanto cinque centesimi all’etto. E gli anziani mostrano di gradire

VICENZA. Ormai sono anni che le famiglie si ingegnano per risparmiare. Economizzare è diventata la parola più usata non solo per arrivare a fine mese, ma per superare la fatidica quarta settimana. Se i dati nazionali dipingono una società fatta di nuclei in affanno, c’è chi riesce a trovare il modo per riempire il carrello della spesa guardando ai centesimi e non più all’euro. E ci sono supermercati che hanno saputo cogliere le emergenze sociali al punto di pensare di abbattere i costi ideando una corsia composta da distributori dove i clienti possono prendere pasta di vario genere: maccheroni, penne, mezze penne, conchiglie, riso di svariati tipi, tortellini, cereali per la prima colazione, caffè, orzo, legumi secchi ed altri prodotti di prima necessità a prezzi bassi. Un etto di pasta per cinque centesimi, un chilo ne vale 50, a fronte di prodotti equivalenti che si trovano in corsia che vanno da una media di 75 centesimi fino ad un 1 euro ed 80 per la pasta speciale, trafilata al bronzo piuttosto che di marche particolari che arrivano dal meridione. «Dove trovo prezzi così bassi? – si chiede Fiorenzo Rosoni, 78 anni -. Vivo con la pensione sociale e pensare di acquistare un chilo di pasta per 50 centesimi che mi dura anche quattro giorni, non è male. E lo stesso vale per il caffè, il riso, i tortellini che mi qualche volta mi permetto. Condisco tutto con olio, acquisto il formaggio in buste e mangio per settimane. Con una pensione sociale, non ci sono tante altre scelte. O meglio, possibilità». A pensare a prodotti di prima necessità sfusi è stato l’Auchan: un’intera corsia dotata di totem che la publicizza occupa una parte centrale del supermercato ed è sempre molto affollata. «I dati del 2012 sono incoraggianti – spiega il direttore della sede di Vicenza, Luca Mecca – se ci sono stati due milioni di ingressi, il 20 per cento ha fatto acquisti in quella corsia per un totale di 350 tonnellate di prodotti venduti

Il Giornale di Vicenza – 10 aprile 2013

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