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Primariati vacanti a Mestre e Venezia, Regione sotto accusa

Tredici primariati vacanti, cinque dei quali già con concorso effettuato ma con la nomina bloccata: è uno dei problemi più sentiti tra gli ospedali di Mestre e Venezia.

Una situazione che si protrae da mesi, creando problemi sotto il profilo organizzativo nelle strutture ospedaliere, ma che – secondo l’Asl 12 – dipendono in buona parte dalla Regione che deve firmare le nomine e l’assegnazione. Si parla dei primari di Anestesia e Rianimazione, Cardiochirurgia, Oncologia, Cardiologia, Medicina fisica, Terapia del dolore, Radioterapia, Geriatria, Chirurgia toracica, Otorinolaringoiatria, Endocrinologia, Ser.D e Infanzia, adolescenza e famiglia. Dall’Asl 12 ieri hanno confermato che i concorsi sono già stati fatti, e già esaminati i candidati, per quanto riguarda la Cardiologia di Venezia e quella di Mestre, per l’Oncologia, la Cardiochirurgia e per Anatomia patologica a Venezia. Il tutto è però fermo, cioè non si procede alla nomina in attesa dell’autorizzazione della Regione. Una situazione che dall’Intersindacale dei medici dell’ospedale Civile di Venezia spiegano così: «Sia ben chiaro», sottolinea la portavoce Cristiana Leprotti, «non è che per questo motivo i pazienti rischiano di non essere curati. L’assistenza viene regolarmente garantita. Il problema è solo a livello organizzativo. Ci sono i facenti funzione al posto del primario, ma è logico che poi tutto va a ricadere sugli organici che ci auguriamo vengano poi integrati di pari passo con i primariati». Nel dicembre dello scorso anno i sindacati hanno avuto un faccia a faccia con l’assessore regionale Coletto e il segretario alla Sanità Mantoan. «Capiamo la situazione, il fatto che ci si trovi con i direttori delle Asl a fine mandato e che ci siano anche problematiche di tipo economico generale», aggiunge la dottoressa Leprotti, «ma questo è un tema da riprendere e affrontare ora che si andrà alla discussione delle schede ospedaliere. Le nuove nomine, almeno quelle già stabilite dai concorsi, vanno fatte al più presto». E sul tema dei pronto soccorso da alleggerire in termini di codici bianchi osserva: «I centri ambulatoriali con i medici di medicina generale attivi 24 ore su 24 possono essere una buona scelta, ma servirà informazione alla popolazione, dovranno essere ben distribuiti sul territorio e strutturati in modo da dare davvero una risposta efficiente al cittadino»

La Nuova Venezia – 1 settembre 2012

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