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Prodotti biologici, dopo tre anni raggiunto l’accordo su nuove regole Ue. Dal 2020 più controlli, anche sulle importazioni

Dopo oltre tre anni di dibattito, le istituzioni Ue hanno raggiunto un accordo politico su nuove regole per la filiera dei prodotti biologici, dalla coltivazione alla commercializzazione. Il compromesso raggiunto da Commissione europea, Consiglio Ue e Parlamento europeo, che nei prossimi mesi dovranno dare il proprio assenso formale, prevede controlli più rigorosi nella catena di approvvigionamento, nuove regole anti-contaminazione e la conformità alle norme comunitarie per gli alimenti importati nell’Unione europea. Le nuove regole si applicheranno dal 2020 con l’obiettivo di aumentare la fiducia dei consumatori verso i prodotti alimentari biologici e sfruttare il potenziale di crescita del settore.

I controlli sui produttori avranno cadenza annuale e potranno diventare biennali se non si riscontreranno frodi per tre anni consecutivi. Al fine di ridurre i costi, i piccoli produttori potranno ottenere certificazioni di gruppo. Per quanto riguarda le importazioni da paesi extra-Ue, si passerà dall’attuale principio di equivalenza, che richiede solo il rispetto di standard analoghi, alla necessità che le aziende esportatrici verso l’Ue si conformino alle norme comunitarie.

Le aziende miste, che producono sia alimenti convenzionali sia biologici, dovranno far sì che le due coltivazioni siano chiaramente ed effettivamente separate. Per evitare la contaminazione con i pesticidi, gli agricoltori saranno obbligati ad adottare misure precauzionali. In caso di sospetta presenza di un pesticida o di un fertilizzante non autorizzato, il prodotto finale non potrà adottare l’etichetta di biologico fino a un’ulteriore indagine. Se la contaminazione sarà deliberata o il coltivatore non avrà adottato precauzioni, l’azienda perderà la certificazione biologica.

Il compromesso raggiunto prevede che i paesi come l’Italia, che hanno in vigore valori limite per la contaminazione accidentale di prodotti biologici da pesticidi non autorizzati, potranno mantenerli, e la Commissione Ue non potrà proporre una legislazione in materia prima del 2024.

Il Fatto alimentare – 19 luglio 2017

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