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Professioni, riforma senza fretta: un anno di tempo per attuarla

Un anno di tempo per attuare la riforma delle professioni. Approvato venerdì scorso, il dpr Severino infatti assegna alle categorie il compito di recepire, prevalentemente tramite appositi regolamenti approvati dai ministeri vigilanti entro 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto, le nuove disposizioni in materia di tirocinio, formazione continua, procedimento disciplinare e assicurazione.

Per quest’ultimo adempimento, ordini, collegi ed enti di previdenza sono chiamati a stipulare delle convenzioni collettive con le compagnie assicurative visto che ogni professione ha delle sue specificità e quindi ha bisogno di polizze ad hoc oggi esistenti solo in parte. Senza la proroga tecnica (contenuta nel dpr) si sarebbe venuta a creare, a partire dal 14 agosto, una situazione diffusa di irregolarità da parte degli iscritti agli albi da sanzionare (così prevede la legge) con apposito provvedimento disciplinare.

Tirocinio. Con la previsione di un periodo massimo di 18 mesi di pratica in studio, è sul versante dell’accesso alle professioni che il dpr interviene in maniera incisiva. Per quelle categorie che avevano un tirocinio di 36 mesi, infatti, si tratta di una mini rivoluzione non priva di problemi attuativi. Il consiglio nazionale dei dottori commercialisti che aveva già attuato sul territorio una serie di convenzioni con le università per scontare la pratica, per esempio, è in attesa di avere chiarimenti da parte dei ministeri vigilanti per capire che fine faranno questi accordi. In generale, però, le categorie dovranno aggiornare tutta la disciplina con apposito regolamento da sottoporre al vaglio dei ministeri vigilanti.

Formazione continua e disciplinare. La portata del primo obbligo, di fatto, non fa altro che regolamentare ciò che già da tempo le professioni fanno con l’aggiornamento. Anche se la previsione legislativa, e non più solo deontologica, ne aumenta l’importanza. In questo caso quindi si tratterà di adeguare, sempre entro 12 mesi, l’attuale disciplina in vigore e sottoporla ai ministeri vigilanti. Tempi più stretti, invece, per la separazione delle funzioni disciplinari da quelle amministrative. Ordini e collegi avranno appena 90 giorni di tempo.

 ItaliaOggi – 7 agosto 2012

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