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Gli Ordini correggono tirocinio. Dpr fissa un massimo 18 mesi

Molte categorie cambiano strategia. Il problema aperto: per i commercialisti resta da chiarire il percorso per diventare revisore

Sul tirocinio obbligatorio decidono gli Ordini, ma la durata massima non potrà superare i 18 mesi. Questo significa, in sostanza, che molte professioni hanno dovuto adeguarsi, riducendo il periodo di pratica.

E il caso, per esempio, dei commercialisti, che hanno dovuto addirittura dimezzare la durata del tirocinio. Dai 36 mesi si è passati a i8 mesi e, se questo non è un grande problema per la professione di commercialista, lo è per l’attività di revisore contabile. «E l’Europa che impone un tirocinio di 36 mesi per i revisori contabili – spiega il presidente del Consiglio nazionale dottori commercialisti ed esperti contabili, Claudio Siciliotti -. Noi avevamo chiesto che nel Dpr si tenesse conto di questo, ma ci è stato spiegato che, non essendo quella del revisore una professione ma un servizio, il decreto di riforma degli ordinamenti non era il posto giusto. Speriamo però che si trovi una soluzione a questo problema». Hanno ridotto il tirocinio anche i notai, i geometri e i consulenti del lavoro, passati da 24 a i8 mesi. La retroattività, però, non ha convinto questi ultimi. E in tema di retroattività, anche gli avvocati hanno qualche dubbio, visto che nel testo del Dpr non si esplicita che la durata massima di i8 mesi del tirocinio è valida anche per i tirocini in corso. Il Consiglio nazionale forense ha, poi, un altro appunto da fare: «Non ci convince la possibilità di anticipare i primi sei mesi di pratica durante l’ultimo annodi università. In quel periodo, gli studenti sono troppo impegnati tra esami e tesi». Si riduce la durata del tirocinio anche per gli agrotecnici, che fino ad ora hanno avuto una pratica variabile da sei a 36 mesi a seconda dei titoli posseduti: «Per i tirocini svolti attraverso le convenzioni con le università – spiega il presidente Roberto Orlandi – non cambierà nulla, perché resta la durata di sei mesi. Ma diminuirà la durata dei tirocini svolti sul campo, che passa da 36 a i8 mesi». Orlandi conferma la decisione di impugnare il Dpr: «Siamo preparando le carte», avverte. Il tirocinio differenziato in base alla formazione accomuna anche periti industriali e periti agrari, che dovranno modificare i propri ordinamenti riducendo la durata dei tirocini svolti in azienda o in un studio. Ci sono, invece, professioni già in regola con quanto previsto dall’articolo 6 del Dpr: assistenti sociali, psicologi egiornalisti, in particolare, non dovranno rivedere la durata dei loro tirocini. I giornalisti, infatti, hanno già un tetto di i8 mesi di praticantato. Gli psicologi, invece, si fermano a u mesi, mentre gli assistenti sociali svolgono un tiro- cinio «didattico» che va da 300 a 600 ore. Dodici mesi è una durata che piace ai chimici, che fino ad ora non hanno mai avuto l’obbligo di svolgere la pratica ma che adesso stanno pensando di introdurre un tirocinio di massimo un anno, «preferibilmente, però – sottolinea il presidente

Armando Zingales – da svolgere fuori dall’università, vista la qualità dei nostri atenei». Anche gli architetti hanno intenzione di cambiare il loro ordinamento professionale, intro-ducendo il tirocinio obbligatorio, una novità assoluta perla categoria che fino ad ora ha potuto sostenere l’esame di Stato subito dopo la laurea. «Istituiremo l’obbligo di tirocinio – spiega il presidente Leopoldo Freyrie -, ma prima vogliamo aprire un tavolo con il ministro dell’Istruzione, perché se si fa il tirocinio bisogna alleggerire l’esame di Stato». L’Ordine degli attuai stava per emanare il regolamento del tirocinio, mai previsto per questa professione, quando alcune settimane fa è circolata la bozza del Dpr di riforma delle professioni. «Questo evento – spiega il presidente Giampaolo Crenca- ci ha imposto prima di bloccarne l’uscita e adesso di rivederlo, anche se nella sostanza il testo risulta di fatto per larga parte già allineato alla nuova normativa. Si è però aperta la questione che il nostro ordinamento non ne prevede l’obbligatorietà, di conseguenza sollecitiamo che al più presto venga esaminata la proposta di riforma del nostro ordinamento già trasmessa al ministero della Giustizia». Valuta la possibilità di introdurre il tirocinio anche Andrea Sisti, presidente dei dottori agronomi e dei dottori forestali, che fino ad oggi hanno avuto solo un tirocinio facoltativo di 90 giorni da svolgere in aziende o enti pubblici durante il corso di studi. Resteranno senza tiro- cinio, almeno per il momento, gli ingegneri.

ilsole24ore.com – 7 agosto 2012

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