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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Proposta Ue per combattere specie esotiche invasive. Causano danni economici per 12 mld all’anno
    Notizie ed Approfondimenti

    Proposta Ue per combattere specie esotiche invasive. Causano danni economici per 12 mld all’anno

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche12 Settembre 2013Nessun commento3 Minuti di lettura
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    La Commissione europea ha varato nei giorni scorsi a Bruxelles una nuova proposta di regolamento che mira a prevenire e gestire la minaccia ecologica, in rapida crescita, rappresentata dalle specie invasive.

    La proposta prevede che sia stilato, in collaborazione con gli Stati membri, un elenco di specie esotiche invasive di rilevanza per tutta l’Unione, basato su valutazioni del rischio e su prove scientifiche. Le specie selezionate saranno bandite dall’Ue: non sarà più ammesso importarle, acquistarle, usarle, rilasciarle o venderle.

    Attualmente, secondo la Commissione, in Europa si contano oltre 12.000 specie estranee agli habitat locali, il 15% delle quali è considerato invasivo ed è in rapida crescita. Si tratta di un problema innanzitutto ecologico: le specie esotiche invasive possono danneggiare gravemente gli ecosistemi e causare l’estinzione di specie necessarie a mantenere l’equilibrio del nostro ambiente naturale. Ad esempio, il ciliegio americano è molto nocivo per gli ecosistemi forestali europei, e gli scoiattoli grigi, di origine sempre americana, stanno soppiantando quelli rossi, autoctoni europei. Dopo la perdita degli habitat, le specie esotiche invasive costituiscono la seconda causa di perdita della biodiversità nel mondo;

    Ma il problema è anche di natura economica: secondo la Commissione ogni anno in Europa le specie esotiche invasive causano danni per almeno 12 miliardi di euro, sotto forma di pericoli per la salute pubblica (il calabrone gigante asiatico e la zanzara tigre, ad esempio, possono avere effetti letali), di danni alle infrastrutture (per esempio la Fallopia Japonica che deteriora gli edifici) e perdite di raccolti agricoli (per esempio la nutria che distrugge i seminativi.

    La questione, sottolinea l’Esecutivo comunitario, ha un’evidente natura transfrontaliera, e giustifica dunque un’azione a livello Ue. gli sforzi di uno Stato membro per eradicare una specie invasiva potrebbero essere vani se circoscritti al solo livello nazionale. Per esempio, la campagna di eradicazione del panace gigante (una pianta infestante) in Belgio sarà vanificata se la specie si reimpianta in provenienza dalla Francia.

    Secondo la proposta, gli Stati membri organizzeranno controlli per prevenire l’introduzione deliberata delle specie interessate. Gli Stati membri dovranno agire anche per individuare i vettori dell’eventuale entrata accidentale delle specie invasive, per esempio come contaminanti nelle merci o nei container, adottando misure correttive. Il regolamento prevede una fase di preallarme e risposta rapida: quando gli Stati membri individuano una specie di rilevanza per l’Unione che sta iniziando ad insediarsi, devono adottare mmediatamente i provvedimenti necessari alla sua eradicazione. Se, invece, le specie invasive sono già ampiamente insediate e diffuse, gli Stati membri dovranno adottare misure che ne minimizzino i danni.

    La proposta di regolamento dovrà ora essere approvata dal Consiglio Ue e dal Parlamento europeo.

    TMNews – 12 settembre 2013 

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