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Quanto guadagnano gli eurodeputati? Anche l’878% in più del reddito medio Ue

Sofia, capitale della Bulgaria. Fanalino di coda dell’economia Ue, con un Pil che supera appena i 50 miliardi di euro. Un dipendente statale guadagna poco più di 800 euro al mese. Lordi. Un secondo dipendente, sempre in forza alle istituzioni, 17.7782 euro. Che cosa cambia? Il secondo è un eurodeputato. E il suo stipendio ammonta a 20 volte tanto quello di un qualsiasi cittadino del paese che rappresenta.

I benefit di Montecitorio sono noti. Ma volando a Bruxelles, tra scranni insediati da deputati portoghesi ed estoni, belgi e ciprioti, il dislivello tra stipendio dei deputati e dei cittadini “normali” si conferma. Scavando una voragine che il portale tedesco Preisvergleich.de quantifica nell’ordine degli 878 punti percentuali: 213.924 euro per gli eletti di Strasburgo contro i 21.844 dei cittadini “comuni” di Roma, Atene o Parigi. Una candidatura vincente per Bruxelles vale fino al 2.000% in più rispetto alla media dei redditi del Vecchio Continente. Tanto che un dipendente bulgaro, per avvicinarsi allo stipendio di circa un milione di euro incassato dai deputati Ue nell’arco di una legislatura, dovrebbe lavorare per 108 anni.

Va detto che i parlamentari di Sofia a Bruxelles non superano le 18 unità. Un’élite di intimi rispetto alle medie dei quattro primatisti: dalla Germania, solitaria in vetta con 99 deputati, a Italia, Francia e Gran Bretagna, che seguono con 73. Costando ai contribuenti europei 21 milioni di euro nel caso della Germania, 16 (a paese!) nel terzetto italiano, francese e britannico. Se si sommano gli stipendi dei parlamentari al servizio degli altri 23 paesi, il totale è di 161 milioni all’anno. Il 24% dell’intero bilancio di Bruxelles.

Come? “Merito” di un conto spese che somma retribuzione, indennità e bonus di varia natura: fisso di 7.956,87 euro (6.200 netti), rimborso di spese generali a 4.299 euro, rimborso per i costi di viaggio, alloggio e “spese connesse” di 4.323 euro, rimborso giornaliero di 304 euro. Senza contare un gettone di 152 euro per qualsiasi trasferta fuori dai confini europei, con spese di viaggio e hotel a carico dei contribuenti. L’Europa costa di più? Non sempre. E se in Bulgaria, Cipro o Ungheria lo scarto reddito cittadini-parlamentari è vistoso con l’Europa e ridottissima in casa propria, alcuni paesi arrotondano per eccesso anche il conto delle Camere nazionali.

Sui gradini più alti del podio spiccano ancora Germania, Francia e Italia. Salta la sola Gran Bretagna, scalzata dai Paesi Bassi. Nel dettaglio, i membri dell’Assemblea Nazionale di Parigi percepiscono un reddito annuo (lordo, come tutti quelli elencati di seguito) di 157.520 euro; i parlamentari del Bundestag di 150.432 euro, e quelli di Amsterdam 120.384. L’Italia si accontenta della medaglia di legno: 114.601 euro annui.

Manca all’appello il capitolo benefit. Anzi: i capitoli benefit, a giudicare dal folto elenco di bonus, sconti ed esenzioni previsti per gli inquilini dei vari parlamenti. L’Italia fa scuola, aggiungendo a indennità di 5mila euro netti e diaria di 3503 euro la copertura delle spese di trasporto, di viaggio, di telefono e un “rimborso di fine mandato” di 3690 euro. Ma anche nel resto d’Europa, i parlamentari pagano meno di quanto dovrebbero tutti i servizi «essenziali» alle loro funzioni. O non pagano proprio. L’extra più curioso va a Malta: nessun ticket gratuito per i trasporti in treno, o marittimi come in Italia, ma un bonus di 230 litri di benzina gratuita al mese.

Il Sole 24 Ore – 30 luglio 2013 

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