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Ragusa. Allarme tubercolosi e scabbia. Bus dei migranti per la gita scolastica i genitori dicono no: “Non c’è il tempo di pulire i sedili”

Niente gita a Siracusa. Non su quei bus che di notte fanno la spola tra il porto di Pozzallo e i centri di accoglienza carichi di migranti appena sbarcati e la mattina portano in giro i bambini delle scuole senza che ci sia materialmente il tempo di pulirli. Pidocchi, scabbia, tubercolosi fanno paura in questo pezzo di Sicilia dove è ogni giorno sotto gli occhi di tutti che l’emergenza immigrazione rischia di diventare anche emergenza sanitaria.

E così una sessantina di genitori di piccoli alunni della scuola elementare Giacomo Albo hanno deciso che lunedì i loro figli non andranno alla gita d’istruzione a Siracusa. «Nessuno ci scambi per razzisti — dice Clara, una delle mamme che preferisce tenere il suo bambino a casa — ma non ci sentiamo tutelati. Sappiamo che i bus sono gli stessi, già nei giorni scorsi altri genitori che avevano mandato i figli in gita ci hanno detto che i pullman non erano stati puliti e sappiamo dai medici che molti di loro hanno la scabbia o sono portatori di brutti virus. Se è così preferiamo che i nostri figli rinuncino al viaggio di istruzione».

Da settimane ormai tra Pozzallo, Modica e Comiso è un via vai continuo di bus carichi di immigrati. I numeri sono impressionanti; duemila solo nelle ultime 48 ore. Qui non ci sono strutture per accogliere tutta questa gente, i due centri della zona, quello di Pozzallo e la “dependance” di Comiso ne possono contenere meno di 300. E allora non c’è altra soluzione che spostare immediatamente i migranti. Neanche il tempo di chiedere loro la nazionalità e le generalità, una prima visita medica sommaria, acqua, cibo e poi via con i “charter” disposti dalla prefettura e organizzati a tempo record dalla questura con bus privati che viaggiano a ritmo continuo. Che i bus fossero proprio gli stessi i genitori Sherlock Holmes lo hanno verificato ieri pomeriggio quando uno dei mezzi è stato a lungo ripreso dalle telecamere della trasmissione “La vita in diretta” di Rai Uno nel corso di un collegamento dal porto di Pozzallo. E c’è stato chi, avuta la certezza che la ditta — la Helios — fosse la stessa di quella utilizzata dalla scuola, ha persino confrontato il numero di targa. Per far sentire la loro voce i genitori si sono rivolti al consigliere comunale de “Il Megafono” Michele Colombo che ha immediatamente presentato un’interrogazione urgente al sindaco Ignazio Abbate quale massima autorità sanitaria cittadina. «Bisogna comprendere la preoccupazione dei genitori — dice Colombo — visto che ad alcuni immigrati nei giorni scorsi sono stati riscontrati tubercolosi, scabbia e una donna sarebbe affetta Aids. E dalle informazioni assunte non ci sarebbe alcuna azione di disinfezione operata dalle compagnie degli autobus ».

Repubblica – 3 maggio 2014

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