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Rapporto Osservasalute 2015 nelle regioni. Emorragia del personale sanitario. Urgente incentivare la prevenzione

regioniE stata pubblicata la XII edizione del Rapporto Osservasalute (2014), un’approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle Regioni italiane. Pubblicato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute e coordinato dal Professor Walter Ricciardi, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica del Policlinico Gemelli di Roma e dal dottor Alessandro Solipaca, Segretario scientifico dell’Osservatorio, è frutto del lavoro di 195 esperti di sanità pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici ed economisti, distribuiti su tutto il territorio italiano, che operano presso Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali. Il Rapporto evidenzia come sia “sempre più urgente incentivare l’offerta di servizi di prevenzione e di politiche socio-sanitarie ad hoc che riducano la probabilità dei cittadini di ammalarsi e fronteggino i bisogni sanitari di una popolazione sempre più anziana”.

Migliorato nell’ultimo decennio lo stato di salute degli italiani che risulta complessivamente buono, con un aumento, nei 10 anni trascorsi, della speranza di vita per entrambi i generi (passata dal 2002 al 2012 per gli uomini da 77,2 a 79,6 anni e per le donne da 83,0 a 84,4 anni) ed una diminuzione del tasso di mortalità infantile, pur con differenze non da poco tra Nord e Sud (nel 2011 il tasso di mortalità infantile è stato di 3,1 morti per 1.000 nati vivi, in diminuzione rispetto al 2006 in cui era di 3,4; si noti però che un nato residente nel Meridione ha una probabilità di morire nel primo anno di vita 1,3 volte superiore rispetto a uno residente al Centro e 1,4 volte superiore rispetto a uno residente al Nord).

I punti deboli. Restano quelli di sempre i punti deboli della salute degli italiani, sintetizzabili nei pessimi stili di vita che restano tali, probabilmente anche in correlazione a condizioni di vita sempre più precarie e difficili nel quotidiano. Un dato esemplificativo tra tutti, la sedentarietà che aumenta in maniera significativa per entrambi i generi: da 34,6% a 36,2% negli uomini e da 43,5% a 45,8% nelle donne. Come dimenticare, poi, il problema persistente di peso dei cittadini del Bel Paese: continua il trend in crescita della percentuale di italiani sovrappeso e obesi, complessivamente, il 45,8% dei soggetti di età ?18 anni è in eccesso ponderale (era il 45,4% nel 2009, il 45,9 nel 2010, il 45,8 nel 2011).

“Siamo entrati in una nuova fase strutturale, nella quale incertezza e precarietà non saranno condizioni eccezionali, ma una consuetudine – avverte il professor Walter Ricciardi. Partendo da questa considerazione, appare quanto mai preoccupante lo scenario che si prospetta per il settore della sanità, uno dei pilastri del sistema di welfare del nostro Paese”.

“È opinione diffusa che l’incertezza e la precarietà condizioneranno, sul piano politico, gli interventi e le riforme necessarie per un moderno stato sociale, mentre avranno effetto, sul piano individuale, sia sulle condizioni di salute, sia sulle scelte di vita – sottolinea il professore. Il dottor Aldo Rosano, dell’Accademia Romana di Sanità Pubblica, in un suo recente lavoro ha dimostrato che chi vive condizioni di precarietà lavorativa sperimenta un rischio più elevato di cattiva salute (+40%). I dati, già oggi, segnalano palesi elementi di incertezza. In particolare desta preoccupazione la contrazione delle risorse pubbliche a disposizione per la sanità (la spesa sanitaria pubblica è passata da 112,5 miliardi di euro del 2010 a 109,3 del 2013)”.

Preoccupa, infine, l’inadeguatezza degli investimenti destinati alla prevenzione e l’aumento della cronicità a causa dell’invecchiamento della popolazione. A questo riguardo, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico – OCSE (Health at a Glance Europe 2012) evidenzia che il nostro Paese destina solo lo 0,5% della spesa sanitaria totale all’attività di prevenzione, quota che ci colloca agli ultimi posti tra i 30 Paesi dell’OESE.

UNA FOTOGRAFIA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

Spesa sanitaria pubblica pro capite più bassa che in altri paesi- Nel 2013 la spesa sanitaria pubblica pro capite è di 1.816€, spesa che, se confrontata con altri Paesi con sistema sanitario assimilabile al nostro o con connotati diversi, pare collocarsi su valori decisamente bassi.

Tale valore del 2013 è il risultato di un trend in diminuzione della spesa sanitaria nazionale che si riduce del 2,36% fra il 2010 e il 2013 con un tasso medio annuo composto di -0,79% e con un decremento dell’1,50% solo nell’ultimo anno.

 A livello regionale, all’ultimo anno di osservazione è la PA di Bolzano che sostiene la più alta spesa pro capite (2.231€), mentre è la Campania a sostenere la più bassa con 1.686€.

Disavanzo– Nel 2012 il disavanzo sanitario nazionale ammonta a circa 1,043 miliardi di euro, in diminuzione rispetto al 2011 (1,261€ miliardi) e a conferma del trend di sistematica riduzione avviato dopo il picco (5,790€ miliardi) raggiunto nel 2004. Anche a livello pro capite, il disavanzo 2012 (18€) è il più basso dell’intero arco temporale considerato (2002-2012). Nel confronto interregionale permangono forti differenze, con un ampio gradiente Nord-Sud ed Isole.

Emorragia del personale sanitario– L’organico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sta subendo una costante contrazione. Infatti, a livello nazionale, i dati mostrano come il tasso di compensazione del turnover, al netto delle procedure di stabilizzazione, sia in tutti e 4 gli anni presi a riferimento

Con il 2012, quindi, si è confermato il trend di marcata contrazione fatto registrare dal 2010 in poi.

A livello regionale, si riscontra una forte eterogeneità del tasso di compensazione del turnover con unicamente 2 regioni (Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige) che mostrano nel 2012 valori >100; in generale il divario Nord-Sud ed Isole è meno marcato rispetto agli anni precedenti.

Particolarmente critica la situazione di Lazio, Puglia, Campania, Molise e Calabria che mostrano tutte valori inferiori al 25%.

Tali valori sono, probabilmente, imputabili agli effetti derivanti dai Piani di Rientro in cui tutte le regioni del Meridione, ad eccezione della Basilicata, sono impegnate dal 2007-2008. L’analisi dei dati relativi alla spesa per il personale rapportata alla popolazione residente nel periodo 2009-2012 mostra una diminuzione dello 0,37%, passando da un valore di 601,7€ a 599,5€.

LA SALUTE NELLE REGIONI: I PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA

Il Veneto è la Regione con la quota minore di ricoveri. Ma è anche la Regione con i tempi di degenza maggiori

Piemonte: la Regione in cui le donne muoiono meno per malattie cardiache. Ma è tra le Regioni con più decessi per cause violente tra le donne

Il Piemonte è la Regione con la minore mortalità per malattie ischemiche del cuore (infarto e angina pectoris) tra le donne: si contano 5,52 decessi per 10.000 donne per questa causa di morte, contro una mortalità media in Italia di 7,46 per 10.000.

Ma il Piemonte è una tra le Regioni con il tasso maggiore di mortalità tra le donne per cause violente, ovvero dovuta a eventi non naturali, come un incidente stradale o atti violenti: nella classe di età 19-64 anni si registra, infatti, una mortalità pari a 1,00 per 10.000 (vs un valore medio nazionale di 0,8 per 10.000).

Valle d’Aosta: la Regione con la migliore gestione delle fratture del collo del femore. Ma è la Regione in cui i suicidi sono più frequenti

La Valle d’Aosta è la Regione che vanta la migliore gestione delle fratture del collo del femore. In Valle d’Aosta, infatti, ben l’85,2% – percentuale maggiore in Italia (dato 2013) – dei pazienti che hanno riportato tale frattura è operato entro 2 giorni (valore medio italiano di 50,2%).

La frattura del collo del femore (evento frequente nella popolazione anziana) è un ottimo modo per valutare la qualità dell’assistenza ospedaliera in quanto, se non trattata a dovere, è spesso causa di peggioramento della qualità di vita, di disabilità e/o di mortalità. Infatti, diversi studi hanno dimostrato che lunghe attese per l’intervento per questa frattura corrispondono a un aumento del rischio di mortalità e di disabilità del paziente, aumento delle complicanze legate all’intervento e minore efficacia della fase riabilitativa. Di conseguenza, molte delle Linee Guida più recenti raccomandano che il paziente con frattura del collo del femore venga operato entro 48 o addirittura 24-36 ore dall’ingresso in ospedale.

Ma la Valle d’Aosta è la Regione in cui i suicidi sono più frequenti: il tasso standardizzato di suicidio è pari all’11,08 per 100.000, il tasso più elevato in Italia, a fronte di un valore medio nazionale di 7,32 per 100.000 fra i soggetti con 15 anni e oltre. In particolare presenta i valori più elevati per le classi di età 65-74 anni e 75 e oltre: rispettivamente 25,56 per 100.000 (valore medio italiano 9,72) e 30,49 per 100.000 (valore medio italiano 12,85).

Lombardia: la Regione ha un’ottima gestione del diabete. Ma è la Regione dove giovanissimi, giovani adulti e adulti di mezza età si vaccinano meno contro l’influenza

La Lombardia vanta un’ottima gestione del diabete di tipo due: presenta un tasso di ospedalizzazione per questa malattia con insorgenza di complicanze entro poco tempo dalle dimissioni molto basso, nel 2012 17,6 casi per 100.000 pazienti, contro una media italiana di 27,2 casi. La frequenza di complicanze acute è considerata un indicatore di qualità di assistenza alle persone con diabete.

Sempre sul fronte diabete la Regione presenta un basso tasso di ospedalizzazione in regime ordinario per diabete, classificandosi seconda per questo indicatore dopo il Veneto: 44,07 per 10.000 pazienti contro un tasso medio in Italia di 63,37.

Inoltre è la Regione che smaltisce in discarica la minore percentuale di rifiuti, nel 2013 solo il 5,8% dei rifiuti prodotti contro un valore medio italiano di gran lunga superiore (36,9%).

Ma la Lombardia è la Regione con la minore copertura vaccinale antinfluenzale (Stagione 2013-2014) per giovanissimi, giovani adulti e adulti di mezza età (classi di età 15-17 anni, 18-44 e 45-64 anni): si sono vaccinati infatti lo 0,6%, lo 0,8% e il 3,7% della popolazione nelle tre classi di età indicate, contro un tasso medio italiano di 2,3%, 2,5%, 9,5%.

PA di Trento: dove si fuma meno. Ma è dove ancora non si usa il web per comunicare coi pazienti

La PA di Trento vanta la minore percentuale di fumatori in Italia:  pari al 16,2% (anno 2013) della popolazione regionale di 14 anni e oltre (media nazionale 20,9%). Ma nella PA di Trento – come già visto nella precedente edizione del Rapporto – non si usano ancora canali web 2.0 per incontrare e comunicare con il cittadino-utente, infatti l’unica Asl presente non utilizza nessun canale web (Twitter, Youtube, Facebook etc) per comunicare coi cittadini, a fronte di una media nazionale del 55,9% delle Asl.

PA di Bolzano: dove ci sono più sportivi. Ma detiene il maggior numero di casi di malattie cerebrovascolari

La PA di Bolzano vanta la quota maggiore di sportivi e quella minore di persone sedentarie: il 34,4% della popolazione dai 3 anni in su pratica sport in modo continuativo – la percentuale maggiore in Italia (valore medio italiano 21,5%); il 32,6% fa qualche attività fisica (valore medio nazionale 27,9%). Nella PA di Bolzano coloro che non svolgono alcuno sport sono il 14,1% della popolazione – percentuale minore in Italia (media nazionale 41,2%).

Ma la PA di Bolzano detiene il primato del maggior numero di casi di malattie cerebrovascolari (ad esempio l’ictus): i dati relativi al 2013 mostrano infatti una incidenza di 897,7 casi per 100.000 maschi contro un tasso medio in Italia di 687,5 per 100.000. è massima l’incidenza anche tra le femmine, 685,7 per 100.000 contro una incidenza media in Italia di 506,9. 

Veneto: la Regione con la quota minore di ricoveri. Ma è la Regione con i tempi di degenza maggiori

Il Veneto si conferma anche quest’anno come migliore Regione di Italia sul fronte di indicatori chiave riguardanti la gestione dell’assistenza ospedaliera: la Regione presenta infatti un tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime ordinario pari a 101,2 per 1.000 – il tasso minore in Italia (2013) – a fronte di un valore medio italiano pari a 115,9 per 1.000. Anche il tasso standardizzato complessivo di dimissioni ospedaliere (ovvero in regime ordinario e in Day Hospital) è pari a 132,4 per 1.000 – il tasso minore in Italia -; il valore medio nazionale è pari a 155,5 per 1.000.          

Ma il Veneto è la Regione con i tempi di degenza maggiori in Italia: presenta infatti una degenza media standardizzata di 7,9 giorni contro un valore medio nazionale per questo indicatore pari a 6,8 giorni.

Friuli Venezia Giulia: la Regione con meno parti eseguiti con cesareo. Ma è la Regione con il numero più elevato di casi di tumore del colon-retto tra gli uomini

Il Friuli Venezia Giulia è la Regione in cui si eseguono meno parti con il taglio cesareo: il Friuli presenta, infatti, una quota di TC pari al 24,38% sul totale dei parti nel 2013, contro la media nazionale di 36,50%. Peraltro la quota dei TC è in diminuzione rispetto al 2011 quando era del 24,65% contro un valore medio nazionale di 37,76%.

Ma il Friuli Venezia Giulia è la Regione con il maggior numero di casi di cancro al colon-retto tra gli uomini (stime relative all’anno 2013): 558,5 casi per 100.000 uomini contro una prevalenza media nazionale di 434,5 casi ogni 100.000 uomini.

Liguria: la Regione dal cuore più sano. Ma è la Regione con più consumatrici di alcolici che eccedono i limiti raccomandati

La Liguria è la Regione dal cuore più sano: infatti presenta il più basso tasso di dimissioni ospedaliere per malattie ischemiche del cuore (infarto acuto del miocardio e angina pectoris) tra i maschi, pari a 703,5 per 100.000 contro un tasso medio in Italia di 932,5 per 100.000; il tasso è molto basso anche tra le donne, 251,6 per 100.000 (Liguria seconda dopo Veneto), a fronte di un valore medio italiano di 324,6 per 100.000.

 Ma la Liguria è la Regione con la maggiore percentuale di femmine di 18-64 anni con consumi di alcol a rischio, in particolare che eccedono i limiti giornalieri stabiliti (ovvero oltre una unità alcolica al giorno, pari al consumo di 1 bicchiere da 125 millilitri di vino – gradaz. 12° – oppure una lattina da 330 cc di birra – gradaz. 5°): l’8,5% delle donne di 18-64 anni, a fronte di un valore medio italiano del 5,4% (2012).

 Emilia Romagna: la Regione con la migliore assistenza domiciliare. Ma è la Regione con più decessi per tumore del colon tra i maschi

L’Emilia Romagna è la Regione che vanta il tasso maggiore di pazienti che hanno iniziato il trattamento di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI): 3.009 per 100.000 residenti (2012) contro un tasso medio in Italia di 1.069. Presenta inoltre il tasso maggiore di anziani trattati in ADI, 11,94 per 100.000 contro un tasso medio in Italia di 4,29 per 100.000.

Ma l’Emilia Romagna è la Regione che presenta per i maschi la maggiore mortalità per tumore del colon-retto, 26,0 per 100.000 casi, contro una mortalità media italiana stimata per il 2012 di 23,4 per 100.000.

Toscana: la Regione dove i ricoveri sono mediamente più brevi. Ma si conferma la Regione con meno non fumatori

La Toscana è la Regione dove i ricoveri ospedalieri durano mediamente un numero minore di giorni, ovvero la Regione con la degenza media standardizzata minore in Italia: 6,1 giorni in media per un ricovero, contro una durata media di 6,8 giorni (dati 2013). Si tratta di un indicatore di efficienza ospedaliera che in particolare fornisce una misura dell’efficienza operativa ed organizzativa in ospedale.

Ma la Toscana si conferma la Regione con la minore percentuale di non fumatori: sono il 49,5% della popolazione regionale di 14 anni e oltre – percentuale minore in Italia (valore medio nazionale 54,7%).

Umbria: la Regione con la migliore copertura per diversi vaccini. Ma è la Regione dove è cresciuto di più il consumo di farmaci

L’Umbria è la Regione che vanta il maggior tasso di copertura vaccinale su vari fronti: sia per il vaccino che protegge da morbillo, parotite e rosolia, per il quale la Regione sfoggia un tasso del 93,1% contro un tasso medio italiano di 88,1% (anno di riferimento 2013); sia per la copertura antinfluenzale (stagione 2013/14) con un tasso del 19,5% contro un tasso medio italiano del 15,6%. Maggiore è anche il tasso di copertura vaccinale anti-influenzale per i 65enni e over-65: il 68,8% contro il tasso medio italiano del 55,4%.

Ma l’Umbria è la Regione in cui si è registrato l’aumento maggiore nei consumi di farmaci a carico del Ssn dal 2001 al 2013: l’aumento nei consumi è dell’ordine del 61,8% (da 684 a 1.107 “DDD/1.000 ab die”, cioè come numero medio di dosi di farmaco consumate giornalmente ogni 1.000 abitanti), contro un aumento medio italiano del 53,1% (da 674 a 1.032 dosi).

Marche: la Regione con meno incidenti in casa. Ma è la Regione con più ricoveri per Alzheimer e Parkinson

Le Marche sono la Regione dalle case “più sicure”: infatti le Marche vantano il tasso minore di incidenti domestici in Italia, 3,6 per 100.000 residenti contro un tasso medio in Italia di 10,5.

 Ma le Marche sono la Regione con il tasso maggiore di dimissioni per morbo di Alzheimer e Parkinson: 17,72 per 100.000 contro un tasso medio italiano di 10,87 per 100.000.

 Lazio: la Regione con meno giovani consumatori a rischio di alcolici. Ma è la Regione con più fumatori

Il Lazio è la Regione in cui vivono meno giovani con consumi pericolosi di alcolici, infatti la prevalenza di consumatori a rischio di 11-17 anni è la minore in Italia per entrambi i sessi, pari al 12,0% dei maschi (valore medio italiano 22,0%), al 9,8% per le femmine (valore medio italiano 17,3%), per un totale dell’11,0% dei giovani in questa fascia d’età (valore medio italiano 19,7%). Per consumi a rischio si intendono comportamenti quali l’eccedenza quotidiana rispetto ai limiti raccomandati (in realtà i giovani non dovrebbero proprio consumare alcolici quindi viene considerata eccedenza qualunque tipo di consumo da parte loro) o la pratica del binge drinking.

 Ma il Lazio è la Regione con più fumatori: sono il 23,6% della popolazione regionale di 14 anni e oltre (media nazionale 20,9% – anno 2013).

 Abruzzo: la Regione con il maggiore avanzo sanitario pro capite. Ma è la Regione con il tasso maggiore di ospedalizzazione evitabile per gastroenterite nei bambini

L’Abruzzo è la Regione che vanta il maggior avanzo sanitario pubblico pro capite (41 euro – anno 2012) a fronte di un disavanzo pro capite medio in Italia di 18 euro.

 Ma l’Abruzzo è la Regione con la maggiore frequenza di ospedalizzazione evitabile per gastroenterite nei bambini, 5,15 per 1.000 bambini e ragazzi di 0-17 anni, contro una media italiana di 2,95 per 1.000. La gastroenterite è una malattia comune nei bambini e, per quanto alcuni ricoveri a essa riconducibili siano da considerarsi inevitabili, nella maggior parte dei casi una tempestiva ed efficace cura a livello territoriale pare essere associata a una riduzione del rischio di ospedalizzazione.

Molise: la Regione con il tasso maggiore di posti letto per day hospital (ricoveri diurni). Ma è la Regione con la più lunga degenza pre-operatoria

Il Molise è la Regione che vanta il maggior tasso di posti letto per acuti per ricoveri diurni di 0,48 per 1.000 contro un tasso medio in Italia di 0,38 per 1.000 (2013), un buon indicatore di performance ospedaliera.

Ma il Molise è la Regione con la maggiore durata della degenza pre-operatoria, segno di un’efficienza gestionale ospedaliera ancora di gran lunga migliorabile: 2,45 giorni, a fronte di una media nazionale di 1,78.

Campania: la Regione dove si verificano meno suicidi. Ma è la Regione con più problemi di peso sia tra adulti sia tra i minori

La Campania è la Regione dove si verificano meno suicidi: presenta infatti il tasso standardizzato di suicidio minore in Italia, pari al 4,21 per 100.000 – a fronte di un valore medio nazionale di 7,32 per 100.000 fra i soggetti con 15 anni e oltre.

La Campania presenta anche (stime anno 2013) il minor numero di casi di tumore alla mammella: 899,4 per 100.000 donne contro una prevalenza media in Italia di 1.312,3 per 100.000.

Ma la Campania è la Regione con più problemi di peso: presenta la più elevata percentuale di individui (persone di 18 anni e oltre) in sovrappeso pari al 41,6%; il valore medio nazionale è 35,5%. Inoltre, presenta la più elevata percentuale di minori  in eccesso di peso (sovrappeso od obesi), il 38,9%  contro un valore medio nazionale di 26,5%.

Puglia: la Regione con meno casi e vittime di tumore del colon tra i maschi. Ma è la Regione con più uomini che si ammalano per malattie di cuore

La Puglia è la Regione in cui il tumore del colon-retto “spaventa” meno gli uomini: nel 2013, infatti, presenta i valori minori sia di incidenza, sia di mortalità, sia di prevalenza per questo tumore: rispettivamente 55,5 nuovi casi per 100.000 maschi l’anno, 20,5 decessi per 100.000 maschi l’anno, un totale di 286,9 casi per 100.000 maschi. I valori medi nazionali per queste stime sono rispettivamente 70,0 per 100.000, 23,4 per 100.000, 434,5 per 100.000.

Ma la Puglia è la Regione dove i maschi si ammalano di più per malattie ischemiche del cuore (infarto e angina pectoris), con un tasso di dimissioni ospedaliere pari a 1.083,9 per 100.000, a fronte di un valore medio nazionale di 932,5.

Basilicata: la Regione col servizio migliore di medicina di continuità. Ma è la Regione con più obesi

La Basilicata è la Regione che vanta la migliore disponibilità di medici di continuità. Precedentemente denominati medici di guardia medica, ai Medici di Continuità Assistenziale (MCA) è attribuito il compito di garantire l’assistenza territoriale, domiciliare, ambulatoriale e in strutture assistite nelle fasce orarie notturne, prefestive e festive attraverso una organizzazione che va ricompresa nella programmazione regionale, rispondendo cosi alle diversità assistenziali legate alle caratteristiche geomorfologiche e demografiche. La Basilicata ha il tasso di MCA (che permette di valutare l’adeguatezza della struttura della rete dei MCA con le necessità della popolazione, misurate in termini di potenziali utenti del Servizio di Guardia Medica) maggiore in Italia e pari a 0,74 per 1.000 residenti contro un tasso medio italiano di 0,20 per 1.000.

E non è tutto, la Basilicata presenta anche il valore più alto (0,99 medici per 1.000 residenti contro un tasso medio italiano dello 0,87 per 1.000), per quanto riguarda il tasso di MMG, costituendo l’unica regione nella quale il rapporto medici/pazienti è rimasto invariato rispetto al 2006, a fronte di un trend generale di riduzione.

Ma la Basilicata è la Regione con la maggiore percentuale di cittadini obesi: percentuale di obesi è pari al 14,2% dei cittadini, a fronte di un valore medio italiano del 10,3%.

Calabria: la Regione con più non fumatori. Ma è la Regione con meno posti letto

La Calabria è la Regione con il numero maggiore di non fumatori: il 61,4% della popolazione residente dai 14 anni in su (valore medio nazionale 54,7%).

Ma la Calabria è la Regione con la dotazione più bassa di posti letto: il tasso di posti letto per acuti è pari infatti a 2,46 per 1.000 residenti contro un valore medio italiano di 3,15. Il tasso di posti letto totale è di 2,89 per 1.000, a fronte di un valore medio italiano di 3,74. I dati sono relativi al 1 gennaio 2013. Si noti che si propone come valore di riferimento l’obiettivo indicato dalla Legge n.135/2012 art. 15, che prevede una dotazione standard di 3,7 posti letto per 1.000 residenti, comprensivi di 0,7 posti letto per 1.000 per il setting post-acuzie (riabilitazione e lungodegenza).

Sicilia: la Regione con la mortalità minore per tumore del colon tra le donne. Ma è la Regione con le mortalità infantile e neonatale più elevate

La Sicilia è la Regione che presenta la minore mortalità in Italia tra le donne per tumore del colon-retto (stime per l’anno 2013) pari a 11,0 per 100.0000 donne contro una mortalità media in Italia di 12,5 per 100.000.

Ma la Sicilia è la Regione con la mortalità infantile e neonatale più elevata d’Italia: il tasso di mortalità infantile (decessi nel primo anno di vita) nel triennio 2009-11 è pari a 4,59 per 1.000 nuovi nati contro un valore medio nazionale di 3,23. Il tasso di mortalità neonatale (decessi tra bimbi di età 0-29 giorni di vita) nello stesso periodo è di 3,42 per 1.000 contro un tasso medio di 2,34.

Sardegna: la Regione con più pediatri. Ma è la Regione con la maggiore mortalità per tumori tra i maschi

La Sardegna è la Regione che vanta la migliore disponibilità di pediatri di libera scelta: presenta, infatti, il maggior tasso di Pediatri di Libera Scelta in Italia: ve ne sono 1,14 per 1.000 bambini residenti di età tra 0-6 anni contro 0,97 per 1.000 in Italia.

L’Accordo collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici PLS del 2005, stabilisce all’art. n. 32 la presenza di 1 pediatra ogni 600 residenti di età compresa tra 0-6 anni, risultanti alla data del 31 dicembre dell’anno precedente. Il conseguente tasso di PLS che ne deriva risulta pari a 1,67 pediatri per 1.000 residenti in quella fascia di età.

Ma la Sardegna è la Regione con la mortalità maschile maggiore per tumori: (2011) la Sardegna presenta, infatti, nella classe di età 19-64 anni la mortalità per tumori tra i maschi più alta in Italia, pari a 12,1 per 10.000 persone (vs un valore medio nazionale di 10,2 per 10.000).          

Resta anche quest’anno il primato negativo della frequenza di incidenti domestici; infatti la Sardegna presenta il tasso maggiore in Italia per questo tipo di incidente: il 19,5 per 1.000 nel 2013 (contro un tasso medio nazionale di 10,5 per 1.000), addirittura in aumento dall’anno precedente quando era di 16,8 per 1.000.

 Osservasalute 2015. La sintesi del Rapporto
 Osservasalute 2015. La salute nelle regioni: i punti di forza e quelli di debolezza

Quotidiano sanità – 30 marzo 2015

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