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Ricerche. Nel 2050 metà degli italiani sarà vegetariana

Sette milioni sono i vegetariani presenti in Italia. 56,8 per cento hanno scelto il vegetarianesimo per motivi eticiSecondo una ricerca nel 2050 la metà degli italiani sarà vegetariana

«Guardi, sono bellissimo proprio perché vegetariano». L’ironico 48enne Massimo Santinelli non è solo il presidente del Festival vegetariano di Gorizia, ma anche imprenditore «bio» che ha scoperto un modo diverso di alimentarsi e di vivere dopo una grave malattia. «A 17 anni mi hanno diagnosticato una patologia cui sono seguite cure molto pesanti. E grazie alla macrobiotica sono ancora qui. Certo, la medicina tradizionale mi ha aiutato, ma, si sa, anche il cibo è medicina…».

Quanti sono

In Italia sono sette milioni i vegetariani che non escludono dalla loro dieta latticini e uova, mentre 400 mila sono i vegani che hanno eliminato dalla tavola ogni derivato animale. Secondo l’Eurispes nel 2050 metà degli italiani sarà vegetariano. Ma non sempre la «green way for life» è scelta etica o per l’ambiente: nel 43,2% dei casi si mangia solo verdura e cereali per salute. Nel popolo anti-bistecca ci sono molti vip, cantanti, attori, atleti e scienziati come Margherita Hack e Umberto Veronesi. «Un dato interessante – dice Santinelli – è che il 70% dei vegetariani sono donne che stanno orientando anche la dieta dei loro figli».

Per i bambini

Su vegetarianesimo e bambini un capitolo importante lo ha scritto il pediatra torinese Luciano Proietti, già chirurgo infantile al Regina Margherita, padre di tre figli cresciuti senza cibo animale: «I bambini che nei primi anni di vita non mangiano carne sono più sani. Le proteine creano acidosi e quindi infiammazione e malattie». Già negli Anni 80 una ricerca aveva evidenziato come i bambini vegetariani crescessero con minori problemi rispetto a quelli onnivori. «Adesso il discorso si ribalta – continua Proietti -: gli studi evidenziamo perché i piccoli vegetariani sono più sani. Escludendo la carne hanno più massa magra e si ammalano di meno. Però non sono un buon affare per la case farmaceutiche e per l’economia: non si ammalano non vanno dai medici e negli ospedali, e così facendo non fanno “girare” l’economia». La ricetta della baby-salute? «Latte in formula e vegetali: niente di magico: i bimbi passeranno indenni da raffreddori e influenze».

Una filosofia di vita

Passare dalla bistecca alla frittata di erbe e al tiramisù di tofu è anche svolta filosofica. Da tempo si discute di consumi e sostenibilità degli allevamenti. «Diventare vegetariani è l’unica salvezza per il pianeta. Un chilo di carne consuma l’acqua delle docce fatte in un anno, e i dati Fao dicono che i cereali basterebbero a sfamare tutto il mondo se non dovessimo allevare mucche e maiali». Gianni Tamino, docente di Biologia e di Diritto ambientale al Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, è tra i massimi esperti italiani di consumo di suolo e danni da allevamenti intensivi. «Un italiano consuma in media 90 chili di carne l’anno, negli Usa 130: dieci volte quello che è necessario per vivere bene». Ciò vuol dire che nel 2050 non avremo più risorse, stiamo consumando il pianeta per il mangime degli allevamenti animali. Al forum internazionale sull’acqua a Stoccolma i risultati sono sconfortanti: per mangiare una bistecca si consumano da quattro mila a 40 mila litri d’acqua.

Repubblica  – 4 settembre 2012

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