Close Menu
Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Facebook X (Twitter) RSS
    Facebook X (Twitter) RSS
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    ISCRIVITI
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
      • Attività Sindacale
        • Dalla convenzionata
        • Segreteria regionale
      • Formazione
        • Eventi E.C.M SIMEVEP
        • Appuntamenti
      • Novità normative
        • Contratto
        • Dal Ministero
        • Dalle ULSS
        • Dall’Europa
        • Dalla Regione
        • Sentenze
      • Temi
        • Lavoro
        • Professione
        • Previdenza
        • Politiche sanitarie
        • Sicurezza alimentare
        • Sanità animale
        • Anagrafe degli animali
        • Malattie trasmissibili
        • Allevamenti
        • Benessere Animale
        • Biosicurezza
        • Farmaci veterinari
        • Contaminanti e residui
        • Mangimi e sottoprodotti
        • Igiene urbana
      • Dicono di noi
      • La nostra vetrina
    • Contatti
    Sivemp VenetoSivemp Veneto
    Home»Notizie ed Approfondimenti»Riciclo dei rifiuti, Italia avanti piano. Solo nove regioni superano la soglia del 50% fissata dall’Unione europea. Sicilia maglia nera. Oggi la presentazione dei dati Anci
    Notizie ed Approfondimenti

    Riciclo dei rifiuti, Italia avanti piano. Solo nove regioni superano la soglia del 50% fissata dall’Unione europea. Sicilia maglia nera. Oggi la presentazione dei dati Anci

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche24 Ottobre 2016Nessun commento5 Minuti di lettura
    Facebook Twitter LinkedIn Telegram Pinterest Tumblr Reddit WhatsApp Email
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Il mese scorso alcuni delegati dell’amministrazione di New York sono venuti a “studiare” Milano e il suo modello di gestione dei rifiuti, a partire dalla raccolta differenziata. Il capoluogo lombardo spicca nelle cronache in quanto grande città virtuosa, ma i numeri raccontano che il sistema della differenziata cresce in media in tutta Italia, insieme alla capacità di avvio al riciclo: passaggio necessario a quell’economia circolare che punta a trasformare i rifiuti in risorse.

    Nel complesso, a fine 2015, il Paese ha raggiunto quasi il 46% di avvio al riciclo dei rifiuti (con il 49,3% di raccolta differenziata). E ad aver già valicato l’obiettivo Ue del 50% – fissato al 2020 – sono ora nove Regioni (una in più dell’anno scorso, la Valle d’Aosta) e 3.549 Comuni, in crescita del 13% rispetto al 2014 (e del 58% sul 2013). Quanto alle città metropolitane, il traguardo stabilito dalla direttiva 98/2008/Ce è stato superato, oltre che a Milano, a Torino e Venezia (new entry), località dove anche i livelli di differenziata sono oltre la soglia del 50 per cento.

    I numeri – che verranno presentati oggi a Roma nella sede dell’Anci – emergono dal VI Rapporto banca dati di Anci e Conai (Consorzio nazionale imballaggi) e sono stati trasmessi dai gestori dei servizi di raccolta dei rifiuti urbani o dai Comuni stessi convenzionati con i consorzi di filiera e dalle Regioni, arrivando a coprire quasi il 95% della popolazione totale.

    Nel 2015 si sono evidenziati, dunque, una lieve salita della produzione di rifiuti urbani (+0,78%) e un aumento della raccolta differenziata (+3,32%) più marcato di quello dell’avvio a riciclo (+1,77%). Sono soprattutto le Regioni del Nord – esclusa la Liguria – a superare la quota di intercettazione media nazionale di raccolta differenziata, pari a 253,2 kg per abitante (+7,9%). L’intercettazione corre più del totale dei rifiuti prodotti.

    «Ma se la raccolta viene eseguita male, si traduce in un valore puramente nominale. Il fine ultimo – commenta Fabrizio Bernocchi, delegato Anci alle politiche energetiche e ai rifiuti – è infatti quello del riciclo effettivo, ecco perché è fondamentale guardare alla qualità della raccolta: un miglior livello consente di evitare emissioni inquinanti e di ridurre le tariffe al cittadino. Si ottiene cioè un minor conferimento in discarica, abbassando i costi ambientali».

    Se tutto il materiale risultasse nella prima fascia di qualità, si avrebbe insomma un allineamento tra i due valori di raccolta differenziata e riciclo, con evidenti ritorni. «Mentre i rifiuti di terza fascia sono destinati a termovalorizzatori e discariche – sottolinea Bernocchi –, dal punto di vista economico la seconda fascia viene infatti remunerata meno rispetto alla prima, con una differenza che oscilla tra i 20 e i 100 euro a tonnellata, a seconda dei materiali. Negli ultimi anni gli accordi Anci-Conai hanno puntato molto sul tema della qualità. Certo, occorre recuperare il più possibile, ma è poi la fase del riciclo a restituire materie prime secondarie utili all’economia circolare e che l’industria italiana deve essere pronta a cogliere. Il discorso della circolarità chiama in causa tutti gli attori: dai produttori fino ai cittadini, che sono seduti su una vera “miniera” urbana».

    Tenere elevati entrambi gli indicatori (differenziata e riciclo) non è semplice, ma è l’impegno da assumere. Tra le Regioni in cui è stato superato l’obiettivo di avvio a riciclo imposto dalla normativa europea per il 2020, solo il Trentino-Alto Adige ha passato anche il traguardo di legge del 65% di raccolta differenziata (previsto dal Dlgs 152/2006), al quale sono vicine Marche e Friuli-Venezia Giulia.

    Il trend generale degli ultimi cinque anni è in progressiva ascesa. Sul piano regionale, nel 2015 si sono però notate alcune variazioni negative: sul riciclo, per esempio, Umbria, Sardegna e Sicilia hanno compiuto dei passi indietro. Se la Sardegna resta in ogni caso tre le “top 10” (insieme alle Marche, unica Regione non settentrionale) e la Sicilia risulta parecchio distante anche dai valori delle altre zone del Sud (già mediamente inferiori, si veda l’articolo a fianco), il caso dell’Umbria è emblematico della necessità non solo di raggiungere, ma di mantenere e consolidare i risultati. Pur con un dato di intercettazione rifiuti pro capite superiore alla media nazionale, l’Umbria segnala infatti il 39,33% di avvio al riciclo, che equivale a un crollo rispetto al 49,42% del 2014, quando sembrava quasi raggiunta la soglia europea, con grande anticipo.

    «Molto dipende dalle situazioni specifiche. Le dinamiche mutano di territorio in territorio, e nel caso dell’Umbria si dovranno fare delle valutazioni per capire quel che è accaduto. In Italia – osserva Bernocchi – abbiamo località di eccellenza, per questo intendiamo premiare le “circular city”, e a livello di sistema Paese non faticheremo a metterci in linea con i dettami della Ue. Basti pensare che anche Campania, Toscana e Abruzzo sono già prossime all’obiettivo. Ma credo che sia opportuno assumere dei provvedimenti straordinari per il Mezzogiorno e prevedere una norma che tagli i tempi della programmazione del piano rifiuti».

    Il Sole 24 Ore – 24 ottobre 2016 

    Post Views: 176
    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Telegram Email
    SeguenteCensis. La crisi a tavola. Nel carrello tornano le differenze di ceto. Dal pesce alla frutta, ecco su cosa si taglia
    Precedente Una notte sulle tracce dei lupi della Lessinia. Gli esperti: «Si può stare certi solo di una cosa: il più delle volte “lui“ ti vede e tu non lo sai»
    pecore-elettriche

    Potrebbe interessarti anche

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica, nella seconda metà del 2024 crescono i casi rispetto all’anno precedente

    23 Febbraio 2025

    Alla sala Orus dell’ IzsVe, il 22 febbraio verrà eletta la nuova Segreteria regionale del SIVeMP Veneto

    6 Febbraio 2025
    Scrivi un commento

    Comments are closed.

    Residui di farmaci veterinari negli alimenti: la non conformità rimane bassa nel 2023

    5 Marzo 2025

    Fuga medici all’estero. “In Italia non solo stipendi più bassi, ma anche pressione fiscale eccessiva”

    5 Marzo 2025

    Aviaria ad alta patogenicità, il Ministero istituisce la zona di attenzione fino al 15 marzo

    5 Marzo 2025

    Antibiotici, in Italia aumentano consumi e uso improprio. Il report Aifa

    5 Marzo 2025

    Blue Tongue: come si stanno muovendo Toscana e Sardegna

    5 Marzo 2025

    Il SIVeMP (Sindacato italiano veterinari di medicina pubblica) propone per i propri iscritti: la tutela sindacale sul piano morale, formativo, professionale, giuridico ed economico; la promozione e l’aggiornamento scientifico, tecnico, organizzativo e gestionale; la consulenza in materia di tutela assistenziale, previdenziale e pensionistica integrativa.

    Chi Siamo
    • Home
    • Chi siamo
    • Iscriviti
    • Diventa sostenitore
    • Archivio Notizie
    • Contatti
    Contatti - SONIA LAVAGNOLI
    • segretariofvmveneto@sivempveneto.it
    • certificata@pec.sivempveneto.it
    • +39 339 2538475
    • Via Danilo Preto, 1B - 37133 Verona (VR)
    Facebook
    X (Twitter)
    RSS
    © 2026 Sivemp Veneto - CF 97611610581
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy

    Digita sopra e premi Invio per cercare. Premi Esc per annullare.