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Riduzione dei pesticidi, muro del mondo agricolo contro la riforma Ue. Dal Copa-Cogeca in arrivo un documento per esporre il dissenso a Bruxelles

Il Sole 24 Ore, Micaela Cappellini. Una proposta «assolutamente inaccettabile», che se venisse approvata così com’è porterebbe a una riduzione significativa dei raccolti: per alcune colture come le pere, le patate o le carote, il crollo sfiorerebbe addirittura il 50 per cento.

La settimana scorsa la Commissione Ue ha presentato la proposta di regolamento per la riduzione dei pesticidi in agricoltura, secondo i dettami delineati ormai due anni fa dalla strategia From farm to Fork. Gli agricoltori, però, non ci stanno e hanno deciso di far sentire forte il loro dissenso, non solo in Italia, ma in tutta la Ue.

Il Copa-Cogeca, che riunisce le principali associazioni agricole europee, sta preparando un documento duro, che sarà reso noto intorno il 22 settembre, per chiedere a Bruxelles di rivedere i parametri tenendo conto non solo delle riduzioni nell’uso di pesticidi che sono state portate avanti in questi anni in alcuni Paesi membri, ma soprattutto tenendo a mente la situazione complicata in cui oggi versa l’agricoltura comunitaria, stretta nella morsa della guerra in Ucraina e del cambiamento climatico. Non è questo il momento, dicono gli agricoltori, per perseguire obiettivi così stringenti. I regolamenti europei sono vincolanti per i membri della Ue: se questo regolamento prenderà vita, dicono gli imprenditori agricoli, i cittadini europei non solo avranno incontro al freddo per mancanza di gas, andranno anche incontro alla fame per mancanza di cibo.

In Italia l’Alleanza delle cooperative, insieme ad Assomela, Fruitimprese e Cso Italy, ha scelto di anticipare i tempi dell’azione collettiva e già ieri ha mandato una lettera d’allarme al ministero dell’Agricoltura, in vista dell’incontro di oggi tra i vertici del dicastero e le principali associazioni agricole nazionali proprio sul tema del prossimo regolamento. «Siamo scandalizzati. Di fronte all’emergenza energetica che sta colpendo l’Europa – dice senza mezzi termini Davide Vernocchi, coordinatore del settore ortofrutta di Alleanza cooperative – proporre oggi un regolamento così stringente è dannoso non solo per gli agricoltori, ma anche per i cittadini consumatori».

Anche l’eurodeputato, ed ex ministro dell’Agricoltura italiano, Paolo De Castro, la settimana scorsa ha usato toni duri sulla proposta di regolamento presentata dalla Commissione: «L’esecutivo Ue – scrive De Castro – sembra colto da un improvviso attacco di schizofrenia: da un lato chiede ai nostri agricoltori di produrre più cereali per fare fronte alla crisi alimentare causata dall’attacco russo all’Ucraina; dall’altro cerca di imporre target di riduzione dei fitofarmaci del tutto irrealistici, e con impatti devastanti sulla capacità produttiva europea e la sicurezza alimentare globale».

Stando a fonti ancora non ufficiali, all’Italia sarebbe richiesta una riduzione non già del 50% – come indicato genericamente nella Farm to Fork – ma di ben il 62% dei pesticidi chimici nei campi. «Se confermato – dice Vernocchi – sarebbe fortemente penalizzante per il nostro Paese. Lo studio fatto dalla Ue sull’impatto del Green Deal stimava un calo del 17% della produzione agricola europea, ma con questi obiettivi sui pesticidi il crollo in Italia sarà maggiore. Sul comparto frutticolo, sarà del 50%».

Il fatto è che, ai pesticidi attuali, al momento non esistono alternative valide «e di fronte a una prospettiva di riduzione così drastica – sottolinea Vernocchi – anche l’industria dell’agrochimica sta rinunciando a investire sulla ricerca di nuovi principi attivi. Nell’elenco degli agrofarmaci da ridurre ci sono poi anche i prodotti a base di rame, che sono quelli utilizzati dall’agricoltura biologica: come si fa a incentivarla, se si riducono gli strumenti a sua disposizione?».

Entro il 12 settembre gli Stati membri dovranno esprimere la propria posizione rispetto alla proposta di Regolamento Ue. Per questo oggi il Mipaaf incontra le parti «e noi – assicura Vernocchi – siamo pronti a dare battaglia».

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