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Rifiuti, caso ‘tifo murino’ a Napoli spia allarme malattie infettive

Ad affermarlo è Maria Triassi, presidente della sezione Campania della Società italiana di igiene e medicina preventiva.

Per l’esperta il caso rimane isolato, ma la presenza massiccia di rifiuti in strada è l’habitat perfetto la proliferazione dei topi e dei loro parassiti, questi ultimi principale vettore dell’infezione da dermotifo endemico

Il caso dell’uomo di Ponticelli ricoverato al policlinico Federico II di Napoli e colpito da ‘tifo murino’ “e’ la spia dell’allarme sanitario ancora alto in citta’. Un caso isolato, ma emblematico della situazione di grave rischio per la salute della cittadinanza”. Ad affermarlo all’Adnkronos Salute e’ Maria Triassi, presidente della sezione Campania della Societa’ italiana di igiene e medicina preventiva (Siti). Per l’esperta il caso rimane isolato,ma la presenza massiccia di rifiuti in strada e’ l’habitat perfetto la proliferazione dei topi e dei loro parassiti. Questi ultimi principale vettore dell’infezione da dermotifo endemico.

Conosciuto tra i napoletani come ‘tifo petecchiato’, per l’eruzione cutanea di bolle che sconvolge il corpo nel momento del ‘rush’ dell’infezione, questa malattia infettiva mancava dalla citta’ partenopea da oltre 40 anni.

“Febbre alta, spossatezza, mal di testa ed eruzioni cutanee – avverte l’igienista – sono i principali sintomi dell’infezione. Gli stessi accusati dal cinquantenne ricoverato lo scorso 15 giugno”. ”Inoltre – sottolinea la Triassi – sull’uomo, che dopo il trattamento con antibiotici ora sta bene, erano presenti anche i morsi della zecca dei topi. Segnale evidente del contagio e della pericolosita’ dei rifiuti ammassati per le strade”.

Per l’esperta l’unica soluzione, per abbattere il rischio di contagio dalle zecche dei roditori alla cittadinanza delle zone a piu’ alto rischio sanitario, e’ eliminare ogni tipo di rifiuto abbandonato. “E procedere immediatamente con la disinfestazione e derattizzazione delle zone dove il degrado e’ piu’ alto – avverte – Altrimenti ogni giorno che passa potrebbe fornire un’ulteriore possibilita’ alle malattie infettive di colpire l’uomo”.

Roma – (5 luglio – Adnkronos/Adnkronos Salute)

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