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Batterio Killer, l’Ue ritira semi alcuni tipi di fieno greco

Bloccato anche l’import delle semenze provenienti dall’Egitto. Bruxelles: “La Commissione continuerà a monitorare la situazione da vicino e a prendere misure aggiuntive se necessario”.

L’Unione Europea ha annunciato il ritiro dal mercato e il bando temporaneo delle importazioni dall’Egitto di alcuni tipi di semi di fieno greco dopo la scoperta che sarebbe collegato all’epidemia di e.coli nel nord della Germania ed a Bordeaux, in Francia. «Rintracciare le origini della contaminazione è stata la priorità fondamentale dell’Ue dal primo giorno della crisi – ha ricordato il commissario europeo alla Salute ed alla protezione dei consumatori, John Dalli – Il rapporto pubblicato oggi (dall’Efsa, l’Agenzia per la sicurezza alimentare, ndr) ci porta a ritirare dal mercato Ue alcuni semi egiziani ed a vietare temporaneamente le importazioni di tutti i semi provenienti da quel Paese. La Commissione continuerà a monitorare la situazione da vicino ed a prendere misure aggiuntive se necessario».

In particolare, la decisione adottata oggi da Bruxelles impone agli stati membri di ritirare dal mercato, prelevare campioni e distruggere tutti i lotti di semi di fieno greco importati da uno specifico esportatore egiziano tra il 2009 e il 2011. Inoltre tutte le importazioni nell’Ue di semi e germogli egiziani saranno sospese sino al 31 ottobre.

Queste misure, sottolinea la Commissione, sono di «applicazione immediata», e hanno ricevuto l’ok della Commissione per la catena alimentare e la salute animale (Scofcah), e saranno riviste «regolarmente» sulla base delle garanzie che saranno offerte dall’Egitto, dei risultati delle analisi di laboratorio e di controlli condotti dagli stati membri dell’Ue. L’Ue importa semi per germogli principalmente dall’India e dalla Cina. Nel 2010 sono state importate dall’Egitto, per un valore complessivo di oltre 56 milioni di euro, circa 49mila tonnellate di semi, tutti colpiti dal bando imposto oggi da Bruxelles per evitare l’ulteriore diffondersi dell’e.coli O104.

Tempo.it – 5 luglio 2011

 

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