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Riforma del lavoro, ripescati emendamenti della maggioranza

Incidente Erano stati dichiarati inammissibili perché non attinenti al dl Sviluppo. Dopo le proteste sono stati reinseriti. Ma il confronto col governo continua

Gli emendamenti al dl sviluppo presentati dalla maggioranza per modificare il ddl lavoro vengono riacciuffati per i capelli dopo che sembravano essere caduti: infatti dopo l’iniziale dichiarazione di inammissibilità per estraneità di materia da parte dei presidenti delle Commissioni di merito della Camera, gli emendamenti sono stati in serata riammessi a seguito di un pressing della maggioranza e del presidente Fini. Sotto la scure rimangono 887 dei 1.901 emendamenti depositati. I due presidenti delle commissioni Finanze eAttività produttive, Conte del Pdl e la leghista Dal Lago, hanno gelato la maggioranza all’apertura dei lavori: tra gli emendamenti non ammessi perché estranei alla materia del dl Sviluppo, anche quelli che modificano la recente riforma del mercato del lavoro, su cui Monti si era impegnato il 27 giugno scorso. Per altro il governo non si è strappato i capelli per questa dichiarazione di inammissibilità visto che su alcune di queste proposte di modifica il ministro Fornero non era d’accordo, come quella sollecitata dal Pd di rinviare di un anno l’avvento dell’Aspi, l’ammortizzatore sociale che sostituirà la cassa integrazione. Su questa e su altre proposte pesa la loro onerosità. Nel pomeriggio c’è stato il ricorso bipartisan alla decisione di Conte e Dal Lago, mentre la commissione Lavoro nel suo parere sul decreto sviluppo alle commissioni di merito ha riformulato alcuni emendamenti per venire incontro ad alcune obiezioni del governo, anche se non tutte sono state superate. In serata i presidenti hanno ribaltato il loro giudizio ammettendo gli emendamenti, visto che tutti i gruppi parlamentari convenivano sulla ammissibilità degli stessi (è il principio del diritto parlamentare «nemine contra dicende»). La riammissione degli emendamenti non ferma per altro le trattative tra la maggioranza e il governo sulla riformulazione di alcuni emendamenti. Al di la delle norme sul lavoro, il decreto sviluppo da oggi sarà oggetto di esame delle commissioni Finanze e Attività produttive di Montecitorio, dove inizierà la discussione sui mille emendamenti restati dopo le odierne dichiarazioni di inammissibilità. Le commissioni si sono prese un maggior lasso di tempo per il loro lavoro e porteranno il testo del decreto in aula lunedì 23 luglio, anzichè mercoledì prossimo, 18 luglio, come inizialmente deciso.

12 luglio 2012 – ilsole24ore.com

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