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Riforma della Pa: limate le norme anti-corruzione, più difficile il commissariamento delle imprese indagate

Riveduta e corretta, in modo da applicare le pesanti norme inizialmente previste per l’Expo 2015 anche per tutti gli altri appalti della pubblica amministrazione a cominciare dal Mose. E modificata, affinché il commissariamento da parte del Prefetto locale delle aziende indagate sia solo l’extrema ratio.

La parte del decreto sulla Pubblica amministrazione dedicata ai poteri straordinari del presidente dell’Autorità anticorruzione, ancora da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale, contiene un paio di novità significative che probabilmente risentono delle indagini a tutto campo finite sui giornali negli ultimi mesi.

Exit strategy per le aziende. Quello che nel primo testo era un articolo riferito esplicitamente alle «attività connesse allo svolgimento del grande evento Expo 2015» ora diventa un testo utilizzabile per tutti gli «eventi corruttivi nei confronti di un’impresa aggiudicataria di un appalto per la realizzazione di opere pubbliche».

Per queste aziende, il cui numero potrebbe essere potenzialmente consistente, la bozza sulle «Misure straordinarie di gestione, sostegno e monitoraggio di imprese nell’ambito della prevenzione della corruzione» prevede che il presidente dell’Anac, oggi Raffaele Cantone, «in presenza di fatti gravi e accertati» abbia due carte da giocare: prima, «propone al Prefetto competente di ordinare la rinnovazione degli organi sociali mediante la sostituzione del soggetto coinvolto».

Quindi, «ove l’impresa non si adegui nei termini stabiliti ovvero nei casi più gravi», può dare indicazioni perché il Prefetto provveda «alla straordinaria e temporanea gestione dell’impresa appaltatrice limitatamente alla completa esecuzione del contratto d’appalto oggetto del procedimento penale». L’apertura ad un intervento ”intermedio”, in cui è l’azienda che si adegua alle prescrizioni, rende più accettabile il secondo livello, di fatto un’espropriazione temporanea, in cui il Prefetto nomina uno o più amministratori.

L’unità speciale. Il nuovo decreto chiarisce meglio anche il funzionamento dell’Unità operativa speciale per Expo 2015 il cui destino viene collegato in via esclusiva al presidente dell’Anac al quale sono attribuiti «compiti di alta sorveglianza e garanzia della correttezza e trasparenza» nella realizzazione delle opere per l’Expo. L’Unità, di cui faranno parte anche uomini della Guardia di finanza, verifica la legittimità degli atti e accede alle banche dati.

Niente lotteria. Resta per l’Anac e in relazione a tutti gli appalti, la verifica di tutte le varianti in corso d’opera sugli appalti pubblici, che avranno bisogno del visto dell’Authority per andare avanti. A sorpresa, la nuova riforma della Pa ha fatto sparire dall’ultima bozza l’ipotesi di indire una lotteria collegata all’Expo.

Sia come sia, passate due settimane dalla presentazione della prima bozza, l’Authority ora ha soprattutto fretta di far partire i controlli straordinari.

Il Messaggero – 23 giugno 2013

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