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Riforma lavoro. Via libera commissione Bilancio. I nodi da sciogliere

Via libera della Commissione Bilancio del Senato al testo del Ddl Fornero. La Commissione presieduta da Antonio Azzollini (Pdl) ha votato ieri in tarda serata «parere non ostativo» alla riforma del mercato del lavoro, dopo i rilievi del relatore in Commissione, il pidiellino Cosimo Latronico.

Un semaforo verde però «con osservazioni» che «hanno messo in evidenza alcune lacune della relazione tecnica», ha sottolineato il presidente Azzollini. Il parere, quattro pagine in totale, contiene anche due condizioni «ma su questioni procedurali», ha aggiunto Azzollini, che non toccano cioè nella sostanza le coperture al provvedimento (che tra nuove entrate e maggiori spese muove circa 5,2 miliardi di euro dal bilancio dello Stato). La Commissione Bilancio, per completare il lavoro, dovrà ora pronunciarsi sui 1.048 emendamenti presentati; e probabilmente lo farà la prossima settimana, dopo quindi le elezioni amministrative in programma i prossimi 6 e 7 maggio.

Un responso, quest’ultimo, molto atteso dai due relatori al Ddl Fornero in Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Castro (Pdl) e Tiziano Treu (Pd), che intanto stanno continuando a lavorare su possibili modifiche comuni da apportare al provvedimento: «Conterremo tutto in una ventina di emendamenti», ha detto Maurizio Castro, che saranno frutto di una sintesi tra le richieste dei partiti e le posizioni del Governo. Ma nella dialettica ieri si sono registrate nuove frizioni politiche. E nonostante l’appello «a far presto» del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la Commissione Lavoro del Senato ha sconvocato tutte le sedute della settimana, di fatto sancendo un nuovo rinvio delle votazioni sul Ddl. Come detto, però, un primo passo avanti per cercare di accelerare l’approdo in Aula di Palazzo Madama della riforma Fornero è stato il disco verde acceso dalla Commissione Bilancio. La prima osservazione posta nel parere riguarda il rito speciale per le controversie di lavoro (articoli da 16 a 20 del Ddl). Qui la Commissione chiede che queste norme vengano applicate «ad invarianza di risorse umane, finanziarie e strumentali di cui l’autorità giudiziaria dispone a legislazione vigente». Si evidenzia poi che l’autorizzazione di spesa per runa tantum” per i collaboratori coordinati e continuativi disoccupati «rappresenti un limite di spesa» e chela deducibilità fiscale dei contributi di finanziamento dei fondi bilaterali «risulti coerente con gli equilibri finanziari complessivi contenuti nella relazione tecnica». Il parere chiede poi maggiore chiarezza «sulla natura, ai fmi fiscali e contributivi, dell’indennità da riconscersi ai tirocinanti». E «non appare chiaramente evidenziata» neppure «la copertura della norma (articolo 29, comma 13) che estende ai lavoratori soci di società cooperative le disposizioni in materia di Aspi». A non brillare per chiarezza, sempre secondo i tecnici della commissione Bilancio, è anche la metodologia di calcolo della stima degli effetti finanziari dell’articolo 33 del Ddl Fornero che ridefinisce i periodi massimi di fruizione dell’indennità di mobilità. Potrebbero poi derivare «effetti negativi di cassa» dall’estensione del versamento unitario e della compensazione «anche alle somme che i soggetti tenuti alla riscossione dell’incremento dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco devono versare all’Inps». Analoga osservazione viene sollevata per l’addizionale comunale sui diritti di imbarco dei passeggeri. Va valutata poi con attenzione «l’opportunità di prevedere espressamente, all’articolo 52, che l’attuazione di accordi recanti interventi in favore di lavoratori anziani esclude, per i medesimi, soggetti l’applicazione dell’Aspi. Mentre (ai fini delle coperture) i risparmi derivanti dalle riduzioni di spesa di Inps, Inail e Monopoli di Stato, potrebbero essere di difficile quantificazione, visto che tali enti sono già soggetti a tagli per via di altre leggi. Il parere della Bilancio si conclude con una raccomandazione, e cioè di monitorare bene la fase applicativa della riforma. Tenuto conto tuttavia che le nuove norme su apprendistato, partite Iva e co.co.co. potrebbero «avere anche effetti positivi sul bilancio dello Stato».

I nodi da sciogliere

Il Pdl è in pressing per diminuire la stretta del disegno di legge Fornero sulle partite Iva per salvare soprattutto gli incarichi di alto livello

Per gli associati in partecipazione il Pdl chiede di applicare il giro di vite solo ai nuovi rapporti e non a quelli in essere all’entrata in vigore della riforma

AMMORTIZZATORI

Il leader del Pd ha chiesto di modificare la parte del disegno di legge che esclude i collaboratori dalla mini-Aspi, nonostante versino un contributo

Arriva sempre dall’area del Pd la richiesta di introdurre un salario minimo per i collaboratori, perché l’aumento dei contributi peserà sul loro emolumento

Il Sole 24 Ore – 3 maggio 2012

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