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Riforma Pa. I prefetti: “Smantellare le sedi coltellata alla schiena”. Sindacati contro il governo: se la prende con i lavoratori

Contro il taglio delle Prefetture insorgono i prefetti. E contro la riforma della pubblica amministrazione, i sindacati attaccano Renzi. Protestano il Primo Maggio le tre organizzazioni sindacali confederali. «Ai governi che cambiano le regole del lavoro non per creare posti, ma per difendere le rendite, dico che sono dei bugiardi», attacca Raffaele Bonanni, leader della Cisl.

Per Susanna Camusso, Cgil, «bisogna salvaguardare l’autonomia della pubblica amministrazione, tornare a competenze e concorsi, ad essere trasparenti. E basta tagli». Mentre il leader della Uil, Luigi Angeletti, bolla come «una stupidaggine » l’idea del governo di un confronto via e-mail sulla riforma della Pubblica amministrazione. Ma a questo proposito la pensa diversamente il ministro della Pubblica amministrazione. «Oltre 3000 mail sono giunte all’indirizzo rivoluzione@ governo. itin due giorni, con il Primo Maggio di mezzo — ha twittato Marianna Madia — tante proposte, presto cominceremo a raccontare le proposte per #riformapa dei cittadini»».

E protestano anche i prefetti. «Lascia stupefatti la disinvoltura con la quale è stato annunciato lo smantellamento della presenza dello Stato sul territorio con la chiusura di oltre il 60% delle attuali Prefetture», è la protesta in un comunicato congiunto delle tre associazioni prefettizie (Claudio Palomba, Sinpref; Rocco Galati, Snadip Cisal; Antonio Corona, Ap). «Certo — commentano con sarcasmo i prefetti — somiglia molto a una pugnalata alla schiena l’annuncio dello smantellamento delle prefetture nel medesimo momento in cui dai nostri uffici proprio in questi giorni, in queste ore, si pretende di trovare improbabili soluzioni di accoglienza sull’intero territorio nazionale a fronte di crescenti e inarrestabili arrivi via mare dalle coste dell’Africa, soluzioni cui, senza sosta, turni e orari, sta collaborando l’intero personale».

Sulla riforma delle Prefetture, anzi sulla drastica riduzione annunciata da Renzi da 105 a 40, è intervenuto anche il ministro dell’Interno. «Nessuno mi chieda — ha detto Angelino Alfano — di essere puramente conservatore dell’esistente. La sfida del cambiamento incombe su tutti e nessuno può sottrarsi. Invito i sindacati a farci conoscere la loro proposta per l’ammodernamento dell’amministrazione dell’Interno». Gli risponde il suo consulente giuridico, Bruno Frattasi (presidente Anfaci). «Non siamo e non vogliamo essere identificati come categoria che fa resistenza al cambiamento — replica l’ex prefetto di Latina che chiese, invano, lo scioglimento del comune di Fondi — desideriamo però un cambiamento secondo un progetto funzionale per le esigenze vere del Paese. Dopo si arriva ai numeri». «La riduzione da 105 a 40 prefetture — aggiunge — non è un progetto di riordino, ma una decimazione che getta nello smarrimento la categoria». I prefetti, pur nello «smarrimento» generale, hanno accolto l’invito del presidente del Consiglio di discutere il 13 giugno la ristrutturazione dell’amministrazione dello Stato sul territorio. «Accettiamo l’invito che viene dal premier — ha concluso Frattasi — abbiamo davanti un mese e mezzo per costruire il nostro progetto. Dedicheremo a questo lavoro tutte le nostre forze».

Repubblica – 3 maggio 2014 

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