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Riforma Pac. Ue, la nuova agricoltura per lo sviluppo

Servono norme adeguate per sostenere produttori e consumatori messi in difficoltà dalla crisi

La Commissione Europea procederà alla Riforma della politica agricola comune dopo il 2013. Dacian Ciolos, Commissario all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale ha annunciato giovedi che il mese prossimo la Commissione europea presenterà il pacchetto legislativo che definisce le proposte per il futuro dell’agricoltura comunitaria. Secondo Ciolos, la riforma deve tenere conto della diversità delle agricolture in tutta l’UE per migliorare il loro potenziale produttivo e ambientale, e riconoscere la sfida economica in cui vivono le comunità agricole d’Europa, visto che gli agricoltori delle zone svantaggiate sopportano una sempre maggiore pressione competitiva. Ciolos propone nella riforma, di mantenere i pagamenti diretti al fine di dare una sicurezza economica di base ai nostri agricoltori, senza distorcere i mercati internazionali, oltre a strumenti che favoriscono tutta una serie di diverse strutture agricole che producono per mercati di nicchia e locali.

Parallelemente la Commissione intende procedere anche ad una profonda riforma delle misure di promozione dei prodotti agricoli. Attualmente, l’Unione europea finanzia azioni di promozione attraverso programmi pluriennali proposti dalle organizzazioni professionali oppure avviate direttamente dalla Commissione. Ora lo scopo è di migliorarne l’impatto sui mercati ed elaborare nuove strategie che permetteranno all’agricoltura europea di essere preparata alle sfide future. A questo fine la Commissione aveva già a luglio avviato un’ampia consultazione (aperta fino al 30 settembre 2011) e pubblicato un Libro verde sul tema. La politica di promozione dei prodotti diverrà in futuro più sociale, maggiormente focalizzata ed attenta ai bisogni dei produttori locali, delle comunità rurali e dei circuiti locali. Secondo un recente rapporto (COM 450 del 20 luglio), la Corte dei Conti ritiene necessario migliorare ancora le capacità di esportazione dei produttori europei: infatti essendo i mercati mondiali in pieno sviluppo, la quota di mercato UE si sta riducendo a vantaggio di altri atto- ri e le azioni promozionali al di fuori dell’Unione europea restano limitate (meno della metà di quelle realizzate nel mercato interno). E’ necessario quindi rispondere alle aspettative dei consumatori europei ma suscitare anche l’interesse dei consumatori dei paesi terzi. I progressi compiuti in questo senso dai produttori europei finora non sono trascurabili, anche grazie alle campagne di promozione sulla qualità dei prodotti che hanno aiutato a far recuperare ai cittadini fiducia sui prodotti agricoli europei, dopo le recenti crisi sanitarie alimentari (malattie animali, contaminazioni, etc). Come valorizzare meglio allo- ra il potenziale del settore agricolo e agroalimentare europeo? Attraverso un approccio strategico più mirato e differenziato in funzione delle caratteristiche dei mercati locali, europei e mondiali. Fra le misure proposte dalla Commissione resta di primaria importanza la salvaguardia di norme rigorose in materia sanitaria e ambientale, il benessere degli animali e un’informazione mirata ai consumatori. L’agricoltura di vicinato rivestirà nella nuova programmazione un’importanza maggiore, essa infatti racchiude un potenziale non ancora sufficientemente valorizzato. I mercati regionali e locali ritroveranno la loro giusta importanza: sono un luogo di incontro importante tra produttori e consumatori e permettono sia ai primi di trarre il massimo profitto che ai consumatori l’accesso ad una maggiore gamma di prodotti tradizionali riducendo inoltre l’impatto ambientale legato al trasporto o all’uso di imballaggi . La promozione dei circuiti brevi migliorerà il reddito dei produttori grazie a margini più alti e minori costi di trasporto, uniti ad una maggiore autonomia nei confronti del setto- re agroindustriale. Favorirà una governance locale più sensibile ai fabbisogni del territorio, sostenendo le tradizioni e la cultura lo- cali: a questo proposito la Commissione propone la collaborazione tra i diversi attori per elaborare nuove strategie di produzione e promozione dei prodotti agricoli locali. Per quanto riguarda le risorse finanziarie, fra le principali novità la Commissione intende sfruttare le complementarità con gli altri Fondi europei, per rafforzare gli strumenti di sostegno a favore dei mercati locali secondo il principio di sussidiarietà. Fra le misure proposte il finanziamento di servizi di base, ad esempio la creazione di centri commerciali, negozi di vicinato o centri di vendita rurali, sviluppo di mercati coperti e all’aperto ecc. Inoltre lo strumento LEADER dovrebbe essere meglio integrato nella PAC dopo il 2013 per svolgere un ruolo più decisivo sulla promozione delle filiere brevi. Ma nell’attuale programmazione solo le organizzazioni professionali o inter-professionali rappresentative del settore o dei settori interessati possono presentare le proposte di programmi. Questo limite non si applica nel settore dei vini, in cui possono beneficiare delle misure di promozione sia le imprese private che gli organismi pubblici, a condizione che non ne siano gli unici beneficiari.

La Commissione si interroga dunque sulla possibilità di estendere l’accesso a strutture diverse dalle organizzazioni professionali per esempio a soggetti individuali entro certi limiti e secondo certi termini (vietando ad es. la promozione diretta (ossia la pubblicità) di un prodotto di una data impresa. Resta ancora da valutare la futura connessione fra la politica di informazione e promozione dei prodotti agricoli e alimentari ed altri regimi già esistenti quali: il regime di sostegno al consumo di latte e frutta nelle scuole; strumenti di promozione del vino nei paesi terzi; le misure dei PO nel settore degli ortofrutticoli; o ancora i regimi di qualità alimentare o di promozione dei prodotti previsti nell’ambito dello sviluppo rurale, etc. Nella nuova programmazione ci saranno opportunità interessanti anche nelle misure previste per la promozione dei marchi: oggi ogni riferimento all’origine deve essere secondaria rispetto al messaggio principale.

L’origine del prodotto può essere indicata solo se si tratta di una designazione conforme alla normativa (ad es. DOP/IGP). Ci sono norme particolari nei settori vitivinicolo e ortofrutticolo, ma in futuro, si potrà fare maggiormente leva sulla capacità di certi marchi o di certe indicazioni di origine, che conferiscono particolare pregio ai prodotti, o valorizzare l’europeità dei prodotti, senza tuttavia obbligarle ad escludere un’indicazione di origine più precisa o un marchio. Lo scambio di buone pratiche tra professionisti sarà ampiamente favorito e permetterà di sviluppare interventi mirati attraverso ad esempio la creazione di una piattaforma europea (seminari/laboratori, sito web) al servizio di tutti gli attori della politica di informazione di promozione. Globalmente, l’obiettivo del miglioramento ambientale resterà comunque la priorità delle due riforme -quella della PAC e quella delle misure di promozione- al fine di abbattere i livelli di inquinamento e accrescere l’innovazione tecnologica ed energetica in agricoltura dopo il 2013.

Nella prossima programmazione il budget dedicato alla ricerca agricola sarà quindi più che raddoppiato e in parallelo, sarà sviluppato un partenariato europeo per l’innovazione, per colmare il gap fra le comunità di ricerca e gli agricoltori ed aumentare la produttività agricola in modo sostenibile salvaguardando le foreste europee.

La Discussione 21 settembre 2011

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