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Riparto 2011: in porto la mobilità, ma la Sicilia blocca l’intesa finale

RegioniDoveva essere la Stato-Regioni del riparto finale 2011 mobilità compresa quella in programma oggi. E le Regioni avevano lavorato per giungere alla “colonna finale” dopo gli accordi interregionali. Ma la Sicilia ha fermato tutto: l’assessore alla Sanità, Massimo Russo, ha deciso di sospendere il proprio giudizio sull’intera intesa. «Nel Cipe di questa mattina pensavamo fosse inserita l’autorizzazione all’utilizzo dei Fas per pagare i quattro ratei, del valore di 685 milioni di euro, del mutuo da 2,7 miliardi di euro acceso per ripianare il debito sanitario che abbiamo trovato quando arrivati. ma questo non é accaduto. Per questo non abbiamo dato il nostro parere positivo all’intesa della tabella sulla mobilità sanitaria e di conseguenza all’intero riparto».

La conferenza – ha proseguito Russo -, che ha espresso solidarietà alla Regione siciliana, affronterà questo tema durante la Stato-Regioni». L’assessore siciliano, d’intesa con il governatore Raffaele Lombardo, ha detto che la Regione attenderà una settimana – quindi la prossima riunione del Cipe -, per prendere una decisione. «Vogliono affamarci – ha concluso -. vogliono affamare una regione che è rea di essere troppo autonoma anche politicamente. siamo convinti di essere ancora in uno stato di diritto e ricorreremo al Tar o alla Corte Costituzionale. su questo noi non demordiamo. la sicilia ha bisogno di ciò che ha chiesto. Abbiamo costruito un percorso virtuoso proprio partendo dalla sanità».

La mobilità vale 1,3 miliardi di “spostamenti” finanziari tra le Regioni. L’approvazione definitiva quindi è per ora rinviata alla prossima settimana, a meno di sorprese in sede di Stato-Regioni.

Quasi 1,3 miliardi di euro che le Regioni con mobilità passiva, ovvero quelle i cui abitanti chiedono prestazioni al di fuori della Regione stessa, dovranno dare alle Regioni ospitanti. La tabella non presenta sorprese: ad attrarre sono soprattutto le Regioni del Nord, nell’ordine Lombardia (433 mln), Emilia Romagna (376,9 mln), Toscana (121 mln) e Veneto (93,7 mln), mentre a “esportare” pazienti sono soprattutto quelle del Centro Sud, Campania (-331 mln), Calabria (-233 mln), Sicilia (-208 mln), Abruzzo (-124 mln). Un discorso a parte va fatto per l’Ospedale Bambino Gesù di Roma, struttura pediatrica di riferimento per tutto il Centro Sud, che da solo vanta una mobilità attiva pari a quella di una Regione, 154,6 mln.

L’accordo tra le Regioni è stato raggiunto grazie ad un abbattimento del 2% delle Tuc, ovvero le tariffe uniche concordate con cui si valutano le prestazioni: una scelta che, ovviamente, a favorito le Regioni debitrici e penalizzato quelle creditrici. Ma, come tiene a sottolineare il coordinatore della Commissione Salute delle Regioni Luca Coletto, l’accordo prevede anche una completa revisione delle Tuc entro il prossimo giugno, per rivalutare le Tuc ad alta complessità, in modo che recuperino almeno il tasso di inflazione visto che il loro valore è fermo da quattro anni, e cercare di agganciare le Tuc ai Drg regionali

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sanita.ilsole24ore.com e quotidoanosanita.it  – 5 maggio 2011

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